3.12.09




Questo Blog desidera dare un piccolo contributo alla denuncia dell'attuale disordinato sistema monetario globale.

Occasionalmente potranno essere trattati altri argomenti di attualità.


Il Blog era nato nel febbraio 2007 per trattare tematiche locali, ma la (clamorosamente) disordinata situazione monetaria globale aveva dirottato il mio interesse sui problemi monetari.
Avendo ora dato vita a un nuovo blog a carattere locale:
http://ladin-cadorin.blogspot.com/
ho cambiato il vecchio nome Blog-Cadorin in quello di NUOVE PROPOSTE MONETARIE.
22 agosto 2007
Ho poi aggiunto: E POLITICHE
1 febbraio 2009




Giancarlo Soravia




2.12.09

BERNANKE E IL "QUANTITATIVE EASING"

Il fisico e docente di matematica e fisica Leon Zingales nel suo blog IL CIGNO NERO [http://economiaincrisi.blogspot.com/] pubblica interessanti analisi di economia e finanza, esaminate dal punto di vista di un fisico.
In data 1/12/2009 ha pubblicato un articolo molto interessante su Bernanke e il Quantitative Easing
http://economiaincrisi.blogspot.com/2009/12/nuovo-contributo-su-wallstreetitalia.html
che così conclude:
........................

Fino al 2007 il Reserve Bank Credit della FED (848 Miliardi di Dollari alla data del 27 Giugno 2007 ) era praticamente eguale alla Currency in Circulation (alla medesima data 810 Miliardi di Dollari), ossia alla fondamentale componente della M1 che è un indice dell’inflazione nell’economia reale in quanto misura la somma tra la moneta in circolazione ed il denaro contenuto nei forzieri delle banche.
In seguito alla crisi finanziaria epocale, onde evitare il crollo, Bernanke ha utilizzato l’eterodosso Quantitative Easing stampando denaro ed acquistando asset tossici ingrossando in maniera smisurata il Reserve Bank Credit che alla data del 27 Novembre 2009 ha raggiunto il valore di 2190 Miliardi di Dollari. Nel frattempo la Currency in Circulation è divenuta 920 Miliardi di Dollari. In pratica il Reseve Bank Credit è aumentato del 160% , mentre la Currency in Circulation solo del 13% (meno della media considerando il trend negli anni precedenti). Bernanke è probabilmente convinto di aver determinato una valida strada per temporeggiare (fornire denaro al sistema finanziario senza creare inflazione nell’economia), ma ha sottovalutato le conseguenze dell’aumento del bilancio della FED.
Bernanke, da illustre economista privo di conoscenze di fisica, ha ignorato il principio di conservazione dell’energia (in questo caso energia monetaria): l’immissione di liquidità non poteva non avere conseguenza. E’ vero che non ha determinato inflazione reale poiché l’inondamento è stato confinato nei meandri dell’economia finanziaria, ma ha implicato che i mercati finanziari (guidati dall’esplosione del Reserve Bank Credit) si muovessero come se vi fosse inflazione e lo stesso aumento dell’oro può essere interpretato come evidenza di tale inflazione virtuale.
A causa del processo di Quantitative Easing Bernanke ha dunque separato l’economia reale (in deflazione) dall’economia finanziaria (in inflazione). I due sistemi sono ora divergenti e le forze centrifughe sono controbilanciate soltanto dall’incremento del debito pubblico (che sta riducendo gli effetti drammatici della deflazione nell’economia reale). Ma il debito pubblico non potrà aumentare ancora per molto e fronteggiare i problemi crescenti sarà sempre più difficile.


Leon Zingales

2.9.09

Crisi della finanza: una profonda riforma non è scontata

Segnalo un pregevole articolo apparso sul Corriere del Ticino a firma Meinrado Robbiani, consigliere [deputato] nazionale svizzero, dove egli mette in dubbio la volontà politica, che credo non solo svizzera, di fare qualcosa per combattere realmente la crisi finanziaria attuale.

*Affinché non torni tutto come prima - Crisi della finanza: una profonda riforma non è scontata*
24 ago 2009 Corriere del Ticino
http://www.cdt.ch/commenti-cdt/commento/10335/affinche-non-torni-tutto-come-prima.html

*di MEINRADO ROBBIANI* - La crisi del sistema finanziario, che ha rapidamente risucchiato nelle sue spire anche l'economia reale, ci ha fatto toccare con mano quanto fossero precarie le fondamenta sulle quali poggiava in parte la crescita economica complessiva. La finanza si era persa nei paradisi artificiali della più esasperata speculazione, tradendo la sua funzione primaria di raccolta e di incanalamento del risparmio verso le attività creatrici di autentica ricchezza. Ma non solo. Aveva anche contagiato le frange più prestigiose dell'economia reale, trasferendovi e imponendo il primato del breve termine. Vi aveva cioè fatto prevalere la corsa ai profitti celeri, anche a scapito della solidità duratura delle imprese. Il risultato di queste distorsioni e aberrazioni è davanti agli occhi di tutti. Gli Stati e le banche centrali hanno dovuto immettere risorse gigantesche per scongiurare un tracollo sconvolgente del sistema finanziario. La popolazione ha da parte sua iniziato a pagare un pesante tributo in termini di occupazione minacciata, di minore reddito e di previdenza sociale intaccata.
*Riforme tutt'altro che scontate*
L'imponenza dei detriti, che la crisi lascerà dietro a sé, indurrà ad ineludibili correzioni delle norme che regolano la finanza. È impensabile che si possa mettere una pietra sopra il pesante pedaggio pagato dagli Stati e dalla popolazione senza adottare contromisure.
Sarebbe tuttavia errato ritenere che le contraddizioni del modello impostosi nel recente passato conducano ad un sua scontata e profonda riforma. Le resistenze sono imponenti. Chi ha lucrato o tratto beneficio dal sistema, che ha dominato la scena negli scorsi anni, non è certamente disposto a farsi da parte a capo chino. La stessa autorità politica, chiamata in causa per salvare un sistema che l'aveva persino sbeffeggiata, sembra totalmente concentrata, in termini reattivi, sul salvataggio del sistema finanziario e sulla lotta contro la crisi economica. È molto meno attiva sul terreno delle indispensabili modifiche da apportare ai princìpi che orientano la vita economica, alle regole del gioco e ai rapporti di forza finora prevalenti.
*La posta in gioco*
I campi dove intervenire non mancano di certo. Il fine e il ruolo della finanza e dell'economia vanno profondamente riconsiderati. La speculazione, per la prima, e il breve termine, per la seconda, non possono certo continuare a costituire un perno saldo, al quale ancorare il successo della finanza e dell'economia come pure, di riflesso, il benessere della comunità. Le imprese devono essere sottratte al dominio assoluto di azionisti, che sovente non hanno nemmeno più un rapporto stretto di identificazione con l'azienda poiché soprattutto occupati a seguire giorno dopo giorno il valore delle azioni allo scopo di trarneun vantaggio immediato. Il lavoro, autentico fulcro della forza e della capacità competitiva delle imprese, deve esservi riconosciuto come componente costitutiva. L'impresa deve pure rendersi conto di essere gravata da una precisa ipoteca sociale: la responsabilità verso tutti coloro che concorrono al suo funzionamento e verso la collettività circostante. Le retribuzioni dei manager, più imparentate a formule di saccheggio che di corretta contropartita per l'apporto fornito, vanno arginate. La ripartizione della ricchezza, deturpata da crescenti disparità, deve tornare ad essere un obiettivo prioritario di giustizia sociale. Lo Stato, nelle sue relazioni con il mercato, deve riappropriarsi di un più solido ruolo di garante del bene comune.
*Resistenze corpose*
Carne al fuoco non ne manca di certo. L'impressione è tuttavia che, salvato dal crollo il sistema finanziario e dal fallimento qualche istituto bancario, tornerà a riemergere con rinnovata forza il passato.
Ricollocata l'economia sui binari della ripresa, ricompariranno i precedenti modi di gestione delle imprese e del mercato. Per una precisa scelta di campo degli uni come pure per passività o debolezza degli altri potrebbero tornare pienamente a galla i vecchi schemi. Resistenze al cambiamento e precise strategie di potere stanno tuttora operando affinché tutto ? o quasi ? torni come prima, continuando a garantire spazi di profitto a coloro che sanno cogliere frutti succosi sull'albero del mercato e della globalizzazione. Urge perciò una profonda correzione di rotta. Per attuarla occorre battersi per un autentico cambiamento dei princìpi e dei parametri che reggono la finanza e l'economia come pure la loro relazione con lo Stato e la collettività. È pure necessario tessere alleanze di tipo nuovo sia sul versante sociale, sia su quello politico. La posta in gioco è tale da esigere anche un rinnovamento di natura etica e culturale, che coinvolga capillarmente la collettività intera. Il fronte del consumo e dell'indebitamento è da questo profilo emblematico; sollecita mutamenti di comportamento anche a livello di ogni singolo individuo oltre che in ambito collettivo.
*Nomina di un consigliere federale: un'occasione sprecata ?*
Pur trattandosi di un singolo aspetto dell'attualità federale, la scelta del nuovo Consigliere federale potrebbe costituire almeno in parte un'occasione utile di confronto su orientamenti ed opzioni riguardanti i temi indicati. Quanto va muovendosi nell'arena politica nazionale indica però che la lotta in atto tende a ridursi a prevalenti schermaglie tra partiti e candidati, persino imbrigliate da calcoli tattici in vista dei futuri avvicendamenti nel Governo federale. Non sta affiorando, dietro ai candidati e ai rispettivi gruppi parlamentari, un confronto all'altezza delle sfide del momento. Si sta perdendo un'occasione interessante per intensificare un dibattito sulle future direzioni di marcia, del quale il Paese e la popolazione hanno intensamente bisogno e che rimane di urgente attualità.


*Meinrado Robbiani, consigliere nazionale* [svizzero]



4.8.09

MORATORIA SUL CREDITO ALLE IMPRESE

Dal Forum http://www.cobraf.com/forum/coolpost.php?topic_id=6303&reply_id=174222 riporto alcuni degli ultimi interventi di Hobi, sull'argomento di grande attualità quale la Moratoria sul Credito alle Imprese. Hobi è un trader che a mio parere ha le idee chiare sulla situazione attuale:


* 31 Luglio 2009

La moratoria sul credito alle imprese, che il Governo sta discutendo con le controparti sociali, è una notizia bomba.
Ovviamente dipende da che cosa decideranno.
E come, soprattutto, si comporterà Bankitalia.
Quando una Banca congela una posizione, dove la segnala ? E quali accantonamenti ci fa ?
Se è obbligata a segnalare avremmo fra qualche mese il vero polso della situazione delle imprese (fatti salvi comportamenti anomali che, almeno nelle grandi istituzioni, non passano sotto silenzio).

Hobi



* 30 Aprile 2009

........
Il calo della domanda aggregata a livello mondiale ha ragioni STRUTTURALI, non congiunturali.
E' strutturale la scomparsa di consumi (ed anche investimenti) indotti dal debito.
E' strutturale l'eccesso di capacità produttiva.
E perciò gli investimenti non potranno dare un gran boost perché, già prima dell'inizio della crisi, i cosiddetti capex (capital expenditures) erano in fase di stallo e le aziende facevano buyback ed acquisizioni....
E' strutturale la diminuzione del commercio internazionale perché basata su imbalances tra stati il cui rischio non viene più percepito come sostenibile.
Per combattere tutto ciò sono state dispiegate dagli stati misure monetarie e fiscali.
Peccato che queste ultime siano fatte a debito e non si possa coltivare l'illusione che, con la sostituzione di debito pubblico a debito privato, le cose si sistemino.
Ricordiamoci che tutta la crisi è dovuta al troppo leverage che ha drogato l'economia.
Ecco perché io cerco di intravvedere un nuovo modello di sviluppo e mi disinteresso dei dati.
Fintantoché non vedrò una diminuzione dei profitti ed un aumento dei redditi so già, a priori, che non ci può essere domanda di consumi sana.
Fintantoché non vedrò una diminuzione del capitale finanziario oramai non più remunerabile , so già a priori, che l'economia marcia con una zavorra.
Rimedio : uno solo.
Un quantitative easing con fini redistributivi che conduce, attraverso la svalutazione, ad una riduzione del peso del capitale finanziario non più remunerabile.
Come dicevo questa, che pare un'opzione, diventerà la strada obbligata quando il rimborso del debito statale, pena il default, non potrà avvenire che mediante un QE generalizzato.

Hobi



* 10 Aprile 2009

Cali di produzione dell'ordine del 20% e più paragonati a cali di consumi del 2/3 % hanno un solo significato.
Che le aziende pagano ancora gli stipendi ma hanno il naso sotto il pelo dell'acqua.
In altre parole avremo un'ondata di fallimenti ed una paurosa diminuzione degli utili.
Parimenti l'aumento del margine lordo delle banche può far felice solo i somari.
In un'economia in recessione le banche NON possono aumentare i margini lordi.
Ovvero possono (data la supremazia del creditore nei confronti del debitore) ma risputeranno fuori tutto con le perdite su crediti.
Nella gestione di questa crisi gli Usa mi paiono parecchio più avanti dell'Europa.
La disoccupazione dai massimi è aumentata di quasi 4 punti percentuali.
In Europa, no.
Qualcuno interpreta questo pensando che la crisi è più grave in America che in Europa.
Non mi pare proprio guardando i cali della produzione.
La differenza mi sembra solo nel fatto che in America le aziende licenziano,in Europa molto meno.
Un esempio.
Ho un parente che lavora in una multinazionale tedesca leader mondiale nel settore macchine utensili.
Calo di fatturato nei primi 2 mesi 2009: 70%.
Lo stipendio lo prenderà anche ad aprile ma gli è stato comunicato che poi verrà licenziato.
In America lo stipendio non l'avrebbe preso nemmeno a marzo.
Questo rally è l'ultimo per vendere.
In Europa tutto ha tenuto SOLO perché le aziende hanno ridotto i loro margini: ma non può durare.
A parte la speculazione al ribasso, l'investitore non può orientarsi che verso il mercato obbligazionario avendo cura di prendersi solo prime risk.

Hobi

17.3.09

COLLASSO DELL'ECONOMIA USA

Sul sito: http://www.cobraf.com/forum/topic.php?topic_id=4495&reply_id=149382
è comparsa in data 16 Marzo 2009 la seguente breve analisi a firma Hobi, che ritengo, come tutte quelle dell'autore, ottima e centrata, e che riporto:

Il banchiere centrale Usa (Greenspan tanto per non fare nomi) pensava di poter governare l'economia con la sola manovra dei TASSI (infatti non c'è mai stata espansione monetaria come vari somari hanno sostenuto negli ultimi anni).
Sulla base delle teorie monetariste di M.Friedman riteneva di poter (con il cosiddetto "fine tuning"
[precisa sintonizzazione] dei tassi) assicurare la massima crescita dell'economia compatibilmente con l'inflazione.
Ma in ciò c'era un "flaw"
[vizio] come lo stesso Greenspan ha recentemente ammesso.
Innanzitutto la manovre sui tassi non sortivano gli effetti sperati (il famoso "cunundrum"
[enigma]) per via dell'afflusso di risparmio dal Sud est asiatico.
Ma soprattutto l'inflazione si manteneva bassa, nonostante l'economia marciasse a mille, per via dell'afflusso di merci e servizi sempre dal sud est asiatico.
E' curioso, ed in qualche modo paradossale, ma gli effetti benefici della globalizzazione hanno impedito di riconoscere il surriscaldamento dell'economia.
Da sempre si capiva che questo accadeva quando si sviluppava inflazione ed il mercato del lavoro marciava verso la piena occupazione.
Non questa volta.
L'insidia non stava nell'inflazione, ma nel debito.
La bolla creditizia aveva del marcio ovunque.
In pratica è accaduto che il banchiere centrale si sia focalizzato sui dati macro (che erano a posto salvo l'imbalance dei conti del commercio Usa) quando il marcio era nei dati micro (bilanci delle banche).


Aggiungo che, a mio modesto parere, dall'esame anche superficiale di molti bilanci di imprese non solo bancarie, ma commerciali e industriali (quelle della cosiddetta economia reale), molto marcio vi sia anche nei loro stessi bilanci (troppo debito, o meglio, debito non compensato da poste attive vere). E' successo che molte imprese hanno dato in questi anni eccessiva importanza ai conti economici (utili), trascurando i conti patrimoniali (soprattutto a causa del perverso sistema delle comunicazioni alla Borsa, che vuole sempre risultati in crescita): adesso che i conti economici soffrono, le imprese non hanno più risorse per affrontare la situazione.

Fa anche parte del mondo che sta collassando l'attuale sistema di creazione della moneta nel mondo, che come tutti sanno non è più ancorata a beni reali (oro, argento, ecc.) ma è a corso forzoso (fiat money).
Tra i leaders occidentali solo il nostro Tremonti ha apertamente sollevato il problema, forse qualcosa sta cambiando anche in America, grazie a Hillary Clinton, che in passato si era "cautamente" (com'è d'uopo in quel paese) espressa in materia.
Riporto a questo proposito un intervento a firma "pelzen" nel dibattito sulla lettera di Tremonti "Il pendolo tra mercato e «sociale»" (17/3/09) al Corriere della Sera, dibattito apparso nel sito:
http://www.effedieffe.com/content/view/6776/183/

"Personalmente credo che il Sig. Tremonti abbia messo a fuoco un problema più grosso oltre a quello più specifico del duopolio stato e mercato.
Secondo me e anche non troppo velatamente, ha sottolineato la necessità della moneta pubblica, esente da diritti privati e di piena proprietà della stato, quindi sgravata del debito che l'attuale e la passata moneta invece avevano.
Questo aspetto è la chiave di volta per il sociale e per avere una economia che non sia funzione del debito, ma più propriamente delle attività reali. Certamente e forse adesso, pare illusorio se non fantascientifico pensare ad uno stato con la SUA moneta, ma lo è altrettanto pensarla strettamente legata al debito che anno dopo anno aumenta ed ingrossa le casse di pochi gestori mondiali.
In tutto questo lo stato che funzione ha attualmente?
Io credo che lo stato stesso sia una parte di questo immenso cataclisma e, come spesso ho detto, un sistema non si cambia da solo e dall'interno, ma variando o cambiando le sue variabili: i rapporti con l'industria, con il commercio e con le erogazioni e nei rapporti internazionali (FMI, WTO e gli accordi tra USA e EU del 2008)."


(G.S.)


28.1.09

ISRAELE, PALESTINA, OLOCAUSTO - IL NUOVO TOMMASO CAMPANELLA

ROMA - Celebrando il Giorno della Memoria, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha fatto riferimento alle «settimane drammatiche vissute con angoscia» degli scontri a Gaza ed ha invitato a distinguere sempre con una «chiara e netta distinzione» le critiche che sono legittime a chi governa Israele e «la negazione, esplicita o subdola, delle ragioni storiche dello Stato di Israele, del suo diritto all'esistenza e alla sicurezza, del suo carattere democratico», cose che non devono essere messe in discussione. [Ansa]

ECÔNE (Svizzera) - «Noi domandiamo perdono al Sommo Pontefice e a tutti gli uomini di buona volontà, per le conseguenze drammatiche di tale atto», si legge nella lettera, firmata da Monsignor Bernard Fellay, superiore della ''Fraternità di San Pio X''. «Le affermazioni di Monsignor Williamson non riflettono in nessun caso la posizione della nostra Fraternità. Perciò io gli ho proibito, fino a nuovo ordine, ogni presa di posizione pubblica su questioni politiche o storiche». [papanews]

"Non altramente opera l'anima umana, per la luna significata, e in due parti si divide: la superiore i chiari lumi dell' intelletto rimira, e la inferiore le cose materiali del corpo riguarda; perlaqualcosa addiviene (quando l' anima tutta la luce, dall' intelletto derivante, nell' amministrazione delle cose corporali rivolge, lasciando la parte verso l'intelletto rimirante tenebrosa) che si faccia allora l' opposizione, come fa la luna col sole: il quale aspetto, vogliono gli astrologi, al gran lume celeste, per la lontananza e inimicizia della figliuola vedere odioso; ma quando l' anima, ricevendo il lume dell' intelletto, seco si congiugne perciocché le cose corporali e terrene disprezza, lasciando la parte inferiore oscura, si viene a fare la felice congiunzione: dalla quale partendosi l' anima, e discendendo all'azioni corporali, alcuna volta signoreggia la ragione, e senza contratto il senso obbedisce; risplendendo nell'operazioni del corpo alcuna parte della luce intellettuale: è questo aspetto, simile al quadrato, è chiamato da' Platonici Temperanza. Seguendo più oltre l'anima per le cose inferiori (comechè la ragione comandi) non lascia perciò di contravvenire il senso: e questo aspetto, conforme al Trino, è detto Continenza ; ma poiché si è abbassata l'anima, abbandonando l' altezza dell' intelletto, e comincia a soprastare il senso alla ragione (comeché ella si opponga ognora) si fa l' aspetto, assomigliato al sestile, nominato Incontinenza: e finalmente tutto il lume, dall'intelletto derivante, nella parte corporale essendo rivolto, e la parte superiore tenebrosa rimanendo, si fa l'aspetto all' opposizione assomigliato, che si prende il nome d'Intemperanza". [da un libro del 1730]

Ho riportato tre testi in italiano: i primi due sono contemporanei, il terzo è del '700. La domanda è: quale è il testo più chiaro ? E' certamente il terzo, perché, anche se involuto e oscuro nella forma, rappresenta una verità (o almeno è sincero nello sforzo di ricerca).

Il primo testo, quello del Presidente Giorgio Napolitano, non è completamente veritiero perché egli avrebbe dovuto anche condannare «la negazione, esplicita o subdola, delle ragioni storiche "dello Stato di Palestina", del suo diritto all'esistenza e alla sicurezza, del suo carattere democratico [quando ci sarà], cose che non devono essere messe in discussione». Ma chi mette in discussione Israele ? Ha (non ufficialmente) 400 bombe atomiche puntate su tutte le capitali vicine, a chi verrebbe l'idea di contraddirlo ? Invece, sullo Stato di Palestina, altro che mettere in discussione, sono decenni che discutono, e non hanno cavato un ragno dal buco. (Lasciando, senza muovere un dito, che Israele continuasse a opprimere e a massacrare la popolazione palestinese.)

Il secondo testo, quello di Mons. Bernard Fellay, invece, si basa su un distorto ragionamento quando recita: «Le affermazioni di monsignor Williamson non riflettono in nessun caso la posizione della nostra Fraternità. Perciò io gli ho proibito, fino a nuovo ordine, ogni presa di posizione pubblica su questioni politiche o storiche». Cosa significa ? Che se uno ha una posizione, in una materia non religiosa quale l'Olocausto, che non riflette quella della Fraternità, non deve prendere posizione ? Oppure l' "Olocausto" è una verità dogmatica che viene considerata rilevante, nella fissazione statuale del numero totale delle vittime e nelle modalità indisputabili della sua esecuzione, anche in materia religiosa (cattolica), per cui coloro che non lo accettano si pongono al di fuori della Chiesa stessa e possono essere accusati di eresia ? Oppure la negazione dello stesso Olocausto non ha carattere dogmatico, ma solamente disciplinare ? Oppure la negazione non ha carattere religioso, ma solamente civile, e quindi eventualmente regolata (e punita) da leggi dello Stato ? In ogni caso, per quanto concerne la sfera religiosa, per orientare vescovi, sacerdoti, fedeli, mi sembrerebbe necessaria o una bolla papale (nell'ipotesi di un Olocausto elevato a dogma), o un breve, enciclica, lettera (cioè chiarimento dottrinale), ma niente di tutto ciò risulta finora emesso in materia. O forse siamo tornati all'epoca di fra' Tommaso Campanella 1) , rinchiuso per 27 anni in carcere ? Solo fingendosi pazzo Campanella poté riacquistare la libertà. Dovrà fingersi pazzo anche Mons. Richard Williamson ?

Giancarlo Soravia



NOTE

1) Campanella, Tommaso (Stilo in Calabria, 1568 - Parigi, 1639) Teologo, filosofo, e poeta italiano. Frate domenicano. Per eresia e cospirazione subì vari processi e fu rinchiuso in carcere a Napoli per 27 anni. Secondo Campanella, ogni conoscenza del mondo ha le sue radici nella conoscenza che l'uomo ha di se medesimo. Vagheggiò una società universale, retta da un papato profondamente rinnovato e da un senato formato da tutti i principi del mondo.
Scrisse numerosissime opere, tra cui la più famosa è "La Città del Sole".

VOCI CORRELATE

Ecco, in base alla mia personale elaborazione di notizie attinte soprattutto da Internet, e ad una mia personale ipotesi (scritta in rosso e in corsivo), quale potrebbe essere la futura, concisa ma completa definizione di "olocausto"; aggiungo l'analisi terminologica di "shoà", la definizione di "nakba", e una nota sul giudaismo talmudico :

I) olocausto [o-lo-càu-sto] s.m. 1) Antico sacrificio religioso, nel quale veniva bruciata sull'altare una vittima animale con rituali diversi da popolo a popolo. 2) (estens.) Sacrificio totale, completo; per antonomasia, lo sterminio degli ebrei compiuto dal nazismo (Shoà). Raramente usato in altri contesti storici, es.: l'olocausto armeno 3) Per il giudaismo talmudico, atto sacrificale del popolo d'Israele (il vero Messia) con valore salvifico. 4) Causa di riforma della dottrina cattolica sul deicidio («Nostra aetate»), fatta dal concilio Vaticano II; della riforma di Paolo VI della preghiera del Venerdì Santo; della teoria de «l’Antica Alleanza mai revocata» di Giovanni Paolo II a Magonza (1981). [Forse, in futuro: 5) Dogma cattolico, proclamato da papa ................... il .......... con la bolla ".....................", che sancisce che con l'Olocausto è stata ripristinata l'Antica Alleanza, superando il sacrificio di Gesù Cristo. Fissa esattamente in 6.000.000 il numero delle vittime sacrificali giudee, e condanna qualsiasi tentativo ridimensionale in merito, sia numerico che concettuale.] 6) Leggi penali («Leggi sull'Olocausto») di vari stati europei che vietano la pubblicazione di ipotesi di ridimensionamento dello sterminio degli ebrei ad opera dei nazisti. Coloro che lo fanno sono definiti "negazionisti" e possono essere condannati anche a pene detentive. 7) Nome della ricorrenza, che cade il 27 gennaio. In Israele lo "Yom Ha Shoah" cade il 27 Nissan (data che nel calendario gregoriano varia anno per anno, da aprile a maggio). 8) Da parte di alcuni religiosi e storici, considerato fenomeno negativo («Industria dell' Olocausto»), cioè un sistema di cinico sfruttamento della tragedia a danno soprattutto della Chiesa e degli europei (e dei palestinesi).
Nota mitologica: Il rito del sacrificio fu "istituito" a partire dalla prima offerta sacrificale fatta a Zeus dal titano Prometeo: quest’ultimo ingannò il dio, inducendolo a scegliere per sé la parte meno ricca della bestia sacrificata, le ossa ricoperte di grasso. Da allora, nel sacrificio, gli uomini tennero per sé le carni e le interiora, riservando agli Dèi le ossa: solo in casi gravissimi immolavano olocausti, cioè bestie intere, [in greco: holos=totale + kaustos=bruciato] ed è quanto fa Achille, in preda a un dolore selvaggio, sul rogo di Patroclo (Iliade, XXIII, 175-176). [Questa nota mitologica è tratta da: Istituto Istruzione Superiore Faravelli-Golgi]

II) olocausto - shoà: deviazione terminologica ?
Per indicare il rito sacrificale dell’Olocausto, l’Antico Testamento usa il termine «'ola». Ma questo significato sacralizzante è in realtà del tutto assente nel termine ebraico di cui dovrebbe essere la traduzione: «shoah», distruzione.

III) nakba (o naqba) Nome che i palestinesi danno alla loro rovina, che è cominciata con l'espulsione dalle terre su cui venne istituito lo Stato di Israele nel 1948, e continua ancora oggi con l'annessione della restante Palestina ad Israele, la chiusura dei palestinesi rimasti in enclaves circondate dal Muro, e il massacro della popolazione civile. La data di commemorazione della Nakba è variabile: in Libano e presso gli arabi israeliani è il 15 maggio, a Gaza e in Cisgiordania il 14 maggio; i beduini israeliani la commemorano il 16 maggio. Una cosa però è comune a queste date: in occidente sono totalmente ignorate. [Il 14 maggio è il giorno della Dichiarazione d'Indipendenza d'Israele].
Nakba è letteralmente «catastrofe», in questo senso quasi il corrispondente arabo di shoà, cui però non viene dato alcun significato sacralizzante.

IV) giudaismo talmudico (detto anche rabbinico-farisaico) Il giudaismo non inizia con Abramo, come molti credono. La religione del giudaismo sorge a Babilonia, oltre duemila anni dopo, durante la «cattività babilonese». E’ là che, in assenza del «tempio» distrutto nel 586 a.C., si sviluppa. Il «libro» per cui il giudaismo si fa chiamare religione del libro è «l’arcipelago» orale del Talmud che sarà messo per iscritto solo intorno al VI secolo dopo Cristo. Il Sifre Deuteronomio (commentario rabbinico al libro del Deuteronomio, redatto prima del 250 a.C.) dice: Essi insegnano i tuoi giudizi a Giacobbe e le tue Torot (plurale di Torah) a Israele. Ciò insegna che due Torah sono state date a Israele, una scritta e una orale. Agnitos il governatore domandò a Rabban Gamaliel (È il 70 d.C., Gamaliel è il nipote del maestro di S. Paolo): Quante Torah sono state date ad Israele? Egli rispose: due, una scritta e una orale [da: santamelania.it e altri]. Ma sul carattere anticristiano della Torah orale ci sono pochi dubbi, fu sostenuto tra gli altri anche da Padre San Massimiliano Maria Kolbe (1894-1941), ucciso nel Lager nazista di Auschwitz: si era offerto volontario per morire al posto di un altro condannato. (Questo sì vero esempio di Olocausto, come quello di Salvo D'Acquisto). Come giudicherebbe egli l'attuale rapporto della Chiesa con il giudaismo ?




P.S. (14/2/2008)

A meno che tutta la storia sia in realtà falsata da un "incidente diplomatico", come adombrato da un intervento di un lettore (P.S. 93) in risposta a un articolo dal titolo "La Shoah, Verità di Fede ?" pubblicato su:

http://www.effedieffe.com/content/view/6369/183/

P.S. 93
... , febbraio 14, 2009 15:39

Forse il comportamento del papa trova spiegazione nelle condizioni di ricatto in cui egli si trova per il seguente motivo:

Esiste un fascicolo di accusa presso la Corte distrettuale della Contea di Harris-Texas (USA) che recita: “Il cardinal Joseph Ratzinger, quando era ancora Prefetto per la congregazione della fede, assieme alla Diocesi di Galveston-Houston, all’arcivescovo Joseph Fiorenza e al reverendo William Pickhard, hanno coperto e favorito la fuga del seminarista Juan Carlos Patino-Arango, accusato da detto tribunale di avere abusato sessualmente di tre chierichetti della parrocchia di San Francesco di Sales di Houston (Texas)”.

In tali condizioni il papa non è in condizione di esercitare liberamente il proprio magistero, essendo sottoposto a continui ricatti, da parte di gruppi che lascio ai lettori immaginare.

Le soluzioni per lui potrebbero essere le seguenti:

1) Egli si sottopone al giudizio del tribunale;
2) Egli si dimette;
3) "Tertia via non datur", a meno che si voglia chiamare via il continuare a sottoporsi ai ricatti fino alla fine dei propri giorni.


27.1.09

CATTOLICI, MASSONI, CAVOUR, BERLUSCONI

Ernesto Galli della Loggia ha scritto: "L'Italia è l'unico Paese d'Europa (e non solo dell'area cattolica) la cui unità nazionale e la cui liberazione dal dominio straniero siano avvenute in aperto, feroce contrasto con la propria Chiesa nazionale. L'incompatibilità tra patria e religione, tra Stato e cristianesimo, è in un certo senso un elemento fondativo della nostra identità collettiva come Stato nazionale".
L'unità d'Italia, a suo giudizio, è il frutto di una guerra civile, un' "autentica" guerra civile, combattuta tra cattolici e non cattolici. Guerra che è stata dimenticata, perché "non poteva che essere rimossa, restare non detta e non dicibile".

Ritengo essere di attualità questo argomento e segnalare l'ottimo articolo della Prof.ssa Angela Pellicciari: "Una guerra civile tra cattolici e massoni" pubblicato su Studi Cattolici - n. 437/438, Luglio/Agosto 1997

http://www.unavox.it/ArtDiversi/div034.htm

Ne riporto la conclusione:

...Galli della Loggia ha riportato alla luce la guerra civile combattuta in Italia durante il Risorgimento. Non ha però spiegato perché quella guerra è stata "rimossa", essendo "non detta e non dicibile". Gli esempi che abbiamo addotto hanno riempito la lacuna.
Comunque è sicuramente vero: in Italia "l'incompatibilità tra patria e religione, tra Stato e cristianesimo, è in un certo senso un elemento fondativo della nostra identità collettiva come Stato nazionale". L'aspetto singolare è semmai perché la storiografia di questo secolo abbia tardato tanto ad accorgersene.
Altra questione è la domanda: ci è convenuto?




COMMENTO

Dopo 150 anni, la massoneria di governo in Italia non è più rappresentata da Benso Camillo ma da Berlusconi Silvio.
Vedi il seguente elenco di personalità sulle "PAGINE GIALLE DELLA P2":
http://www.disinformazione.it/loggiaP2bis.htm
E' curioso notare che l'unica famiglia che ricompare nell'elenco è SAVOIA (oggi, Vittorio Emanuele, iscritto come mediatore d'affari. Come cambiano le fortune ! Licio Gelli da venditore di materassi è diventato Maestro Venerabile, Vittorio Emanuele da principe reale è passato mediatore, ma è più bello dire tramissiér come nella mia madrelingua).

Su Benso Camillo conte di Cavour massone, è interessante leggere questo sito, e fare se si vuole dei confronti con la storia attuale d'Italia:

http://www.brigantaggio.net/Brigantaggio/Personaggi/Cavour.htm


31.12.08

GAZA: LA LOGICA DEL POTERE COLONIALE

Dal sito: http://www.eurasia-rivista.org/cogit_content/articoli/EkFpZEEFkkchmxaUpy.shtml
ho tratto due brani dell'articolo di Nir Rosen dal titolo: La logica del potere coloniale. Il primo brano mi sembra rilevante perché dimostra una perfetta analogia tra quanto si verifica nella logica del mondo finanziario e in quella della conquista di altre nazioni (confronta ad esempio i Post precedenti "LES PRIVILEGES DES BANQUES" e "LA FINE DELL'EGEMONIA DEL DOLLARO"):

.................

"Le regole normative vengono determinate dai rapporti di potere. Chi ha potere determina ciò che è legale e illegale. Assilla i deboli con proibizioni legali per impedire loro di resistere. Per i deboli resistere è illegale per definizione. Concetti come “terrorismo” vengono inventati e usati normativamente come se li avesse creati una corte neutrale e non l'oppressore. Il pericolo di questo uso eccessivo della legalità mina di fatto la legalità stessa, intaccando la credibilità di istituzioni internazionali come le Nazioni Unite. Diviene evidente che i potenti, che creano le regole, insistono sulla legalità semplicemente per preservare i rapporti di potere che servono loro a mantenere le condizioni di occupazione e colonialismo."
................

Il secondo brano è ugualmente interessante perché prevede l'impraticabilità del progetto di un Israele puramente sionista:

................

"Un Israele sionista non è un progetto praticabile a lungo termine e gli insediamenti israeliani, la confisca delle terre e le barriere di separazione hanno da molto tempo reso impossibile una soluzione basata su due stati. Può esistere un solo stato nella Palestina storica. Nei prossimi decenni gli israeliani dovranno scegliere tra due possibilità. Effettueranno una transizione pacifica verso una società giusta, nella quale i palestinesi godano degli stessi diritti, come nel Sudafrica post-apartheid? O continueranno a vedere la democrazia come una minaccia? Se sarà così, uno dei popoli sarà costretto ad andarsene. Il colonialismo ha funzionato solo quando la maggior parte della popolazione indigena è stata sterminata. Ma spesso, come nell'Algeria occupata, sono stati i coloni ad andarsene. Alla fine i palestinesi non vorranno scendere a compromessi e perseguire un unico stato per entrambi popoli. Il mondo vuole estremizzarli ulteriormente?
Non lasciatevi ingannare: il persistere del problema palestinese è il principale movente di tutti i militanti del mondo arabo e oltre. Ma adesso l'amministrazione Bush ha aggiunto il risentimento per l'Iraq e l'Afghanistan. L'America ha perso la propria influenza sulle masse arabe, benché riesca ancora a esercitare pressioni sui regimi arabi. Ma i riformisti e le élite del mondo arabo non vogliono avere niente a che fare con l'America.
Un'amministrazione americana fallita se ne va, la promessa di uno Stato palestinese resta una bugia con l'uccisione di un numero sempre maggiore di palestinesi. Sale al potere un nuovo presidente, ma il popolo del Medio Oriente ha un ricordo troppo amaro delle passate amministrazioni statunitensi per sperare in un vero cambiamento. Il presidente eletto Obama, il vice-presidente Biden e il prossimo segretario di stato Hillary Clinton non hanno dimostrato che la loro idea del Medio Oriente è diversa da quella delle amministrazioni che li hanno preceduti. Mentre il mondo si prepara a celebrare un nuovo anno, quanto ci vorrà perché sia costretto a sentire la sofferenza di coloro la cui oppressione ignora o appoggia?"

...............

Nir Rosen

[Traduzione di Manuela Vittorelli, membro di Tlaxcala, la rete di traduttori per la diversità linguistica.
L'articolo completo è disponibile dal link sopra indicato.
URL dell' articolo su Tlaxcala:
http://www.tlaxcala.es/pp.asp?reference=6715&lg=it ]

[Un'altra versione dello stesso articolo, con traduzione di Concetta Spinosa, Traduttori per la pace, per Osservatorio Iraq, è disponibile qui: http://www.osservatorioiraq.it/modules.php?name=News&file=article&sid=7005 ]





NOTA

Sulla situazione dei palestinesi nei territori occupati da Israele, in particolare a Gaza, sono recentemente intervenuto nell'appello lanciato dagli ebrei ortodossi antisionisti "Neturei Karta", pubblicato sul sito Effedieffe di Maurizio Blondet:

http://www.effedieffe.com/content/view/5438/183/

In passato (luglio 2006), il medesimo sito Effedieffe aveva pubblicato una mia lettera, nella quale paragonavo i palestinesi, con una documentata serie di argomenti, ai pellerossa del Nord America:

http://www.effedieffe.com/rx.php?id=1276%20&chiave=La


Giancarlo Soravia


P.S. (modificato il 14/1/2009)

I giornali e i siti Internet pro-Israele si affannano a deprecare l'aiuto dell'Iran ai palestinesi di Gaza per la fornitura di missili ad Hamas; ma nessuno depreca le decennali miliardarie forniture di armi al governo sionista di Israele da parte degli USA; si dirà, il governo di Israele è un governo legittimo, Hamas è un'organizzazione terrorista, sta di fatto che le città che ora si chiamano Tel Aviv-Yafo, Haifa, Aschelon, Ashdod, e altre, furono occupate nel 1948 durante il periodo che vide la fine del mandato britannico e la successiva creazione dello stato d’Israele. Altri dicono che, come l'Italia dovette accettare la perdita dell'Istria e della Dalmazia, così i palestinesi devono accettare la perdita delle loro terre. C'è però una piccola differenza: l'Italia dichiarò una guerra e (purtroppo) la perse, i palestinesi non dichiararono guerra a nessuno e tentano giustamente di non perderla definitivamente (se non di vincerla).
Infine, non è vero che tutto il mondo (anche escludendo quello arabo o musulmano) fu favorevole al nuovo Stato d´Israele. Il Vaticano, che come si sa non possiede alcuna divisione militare ma guida centinaia di milioni di credenti, ad esempio mostrò fin da principio la propria contrarietà al riconoscimento, tanto da riconoscere lo Stato d'Israele solo durante il pontificato di Giovanni Paolo II (30/12/1993), quindi dopo ben 45 anni.
E il cosiddetto "rifiuto" di Hamas di riconoscere Israele è dettato dal semplice motivo che non lo farà e che non rinuncerà al diritto di resistere finchè non avrà l'assicurazione internazionale della creazione di uno stato palestinese (una specie di Dichiarazione Balfour alla rovescia, che peraltro non si intravede ancora all'orizzonte).

Secondo il mio modesto parere personale, esprimo ancora la mia ammirazione verso il primo ministro turco Bülent Ecevit il quale, il 20 luglio 1974, intervenne militarmente e divise in due Cipro, spostando a nord dell'isola tutta la popolazione turca (Repubblica Turca di Cipro del Nord) e a sud tutta quella greca (Repubblica di Cipro). Questa operazione stroncò i continui conflitti interetnici e diede finalmente pace alla regione. Sfortunatamente non credo che oggi né in campo ebraico né in quello arabo esista una personalità che abbia il coraggio e la forza di fare altrettanto in Israele-Palestina. Ma io vedo questa soluzione come l'unica in grado di dare una duratura pace a questo tormentato territorio (un tempo chiamato Terrasanta dai cristiani).

2.12.08

LA DISALLOCAZIONE DEI FATTORI PRODUTTIVI RISPETTO ALLA DISTRIBUZIONE DELLA RICCHEZZA

Da Hobi:

http://cobraf.com/forum/topic.php?topic_id=6303&reply_id=128571#128571

ho trovato la migliore definizione della situazione economica attuale:

"Mia nonna diceva che " il troppo stroppia".
Così il sistema capitalista implode per troppi profitti.
E l'economia reale arretra per troppa produzione.
Sulla bomba ad orologeria dei troppi profitti sono stufo di scrivere.
Viceversa è interessante, anche se dal punto di vista macro le cose sono chiarissime, di capire cosa è la crisi da sovrapproduzione.
Soprattutto in un mondo pieno di poveri.
Si chiama: disallocazione dei fattori produttivi rispetto alla distribuzione della ricchezza.
Questo è un tipico problema strutturale delle economie pianificate.
Ma ogni tanto capita anche nelle economie capitaliste.
Tanto per banalizzare possiamo dire che il sistema produttivo è capace di produrre milioni di automobili che non si possono vendere perchè la concentrazione della ricchezza ha creato troppi poveri.
Le soluzioni sono due:
La prima soluzione è assolutamente "schumpeteriana".
La distruzione di questi fattori produttivi oramai inutili,la liquefazione dei capitali che li hanno finanziati.
E fare qualcosa di nuovo in futuro.
La seconda è una FORZOSA ripartizione della ricchezza che restituisca potere di spesa al salario."

Hobi

Aggiungo tre passaggi degli interventi dello stesso Hobi nel Forum, il primo del 26/11 e gli altri due del 17/12/2008, che mi sembrano degni di nota:

"Ci sono due tipi di "quantitative easing". [QE = in pratica, stampare moneta]
Uno non pericoloso di tipo sostitutivo.
Uno pericoloso di tipo incrementativo.
Fino a pochissimo tempo abbiamo avuto quello sostitutivo.
La fed riempiva di soldi le banche ma queste ridepositavano la bellezza di 609 miliardi di $ presso la Fed stessa.
Quindi aria fritta.
Altro esempio di tipo sostitutivo.
I fondi di liquidità che prima erano attivi nel mercato dei "commercial paper", limitano i loro interventi lasciando corti di liquidità il corporate.
Bene, la Fed con 250 miliardi di $ interviene in sostituzione.
Queste cose il mercato finanziario le sa...e compra $ a tutto spiano.
Ora invece la Fed ed il tesoro cominciano a fare le cose PERICOLOSE.
Quelle di tipo incrementativo e queste cose il mercato finanziario non le gradisce.
Se la Fed compra 500 miliardi di $ di carta delle Agenzie queste I SOLDI LI SPENDONO."


.......
"Il cuore della crisi economica e finanziaria attuale si situa nella distribuzione della ricchezza.
Le posso dimostrare, per tabulas, che "bolle varie" ed "imbalances economici" trovano origine e giustificazione nella distribuzione della ricchezza che sta facendo funzionare il sistema capitalista in maniera anomala (con troppo debito)."

e in precedenza (2007) scriveva:

Ogni tanto vale la pena di parlare di "massimi sistemi" per ricollocarsi in una realtà che, seguendo i vari particolarismi, rischia di sfuggirci.
E' fuori di dubbio che la globalizzazione in 20 anni ha cambiato il mondo.
Il terzo ed il quarto mondo, afflitti da sempre da una povertà senza limiti, cui la cattiva coscienza del mondo sviluppato concedeva, di tanto in tanto, inutili sussidi che alimentavano solo la corruzione di chi li dava e di chi li riceveva, finalmente cominciano a tirar su la testa.
Il meccanismo economico che li ha trainati è stato quello dello sfruttamento capitalista, unico modo per produrre accumulazione ed una classe imprenditoriale, che divengono poi i pilastri di ogni sviluppo.
E' sorprendente come la critica marxista al capitalismo sia vera ad un tempo, ma contemporaneamente incapace di realizzare concettualmente che, sfruttamento ed accumulazione, sono l'unico sistema capace, in breve tempo, di evitare a centinaia di milioni di persone di morire di fame.
Nei paesi sviluppati invece, anche a causa ma non solo della globalizzazione, si è indebolita, dappertutto, la classe operaia che conduceva tutte le lotte per le rivendicazioni salariali.
Come ho scritto molte volte i salari, nella ripartizione della torta, hanno perso terreno rispetto ai profitti.
Ma il sistema ha funzionato benissimo perchè la quadratura del cerchio si è avuta con l'aumento dell'indebitamento del consumatore .
Ma ci stiamo avvicinando, se non siamo già giunti, al limite.
La politica metterà fine alla stagione dei grassi profitti aziendali e dei bassi salari.
Non perchè sia giusto ma perchè il sistema rischia di non andare più avanti.

........
"Tutte le crisi finanziarie si risolvono (e sono state risolte) allo stesso modo: dare tempo ai soggetti finanziari per assorbire le perdite.
I tassi zero per il finanziamento di assets dubbi aiutano a incamerare utili per far fronte alle svalutazioni.
Nel frattempo due eventi si devono compiere.
Il deleveraging.
La crisi economica.
Con il deleveraging si attua la sgonfiamento dei valori di tutti gli assets mal prezzati cui fa da contraltare la polverizzazione di equity societari e privati.
Con la crisi economica si devono creare nuovi equilibri che dovranno sostituire i precedenti imbalances.
Quello che ha fatto la Fed sinora non è pregiudizievole del futuro degli Usa. Quello che farà (o non farà) Obama, sì."


Hobi


COMMENTO (Modificato il 16/1/2009)

Un tale "Truman" su Internet ha scritto: "Si cerca una strategia che salvi il gioco senza infastidire i bari. O è ingenuità o è una presa per i fondelli." In questo senso credo vada interpretata l'ultima frase di Hobi: "Quello che farà (o non farà) Obama [sarà pregiudizievole per gli USA]", perché a mio parere Obama non avrà nessun effettivo potere non dico di riformare il sistema, ma nemmeno quello di fermare i bari di Wall Street. Bernard Madoff non è stato scoperto dalla SEC, o dall'FBI, o da qualche giudice, si è arreso spontaneamente perché qualcosa non ha funzionato nel suo trucco ultra-decennale. Ma quanti sono a Wall Street i bari (e altrove naturalmente) ? Si è mai provato a farne una stima ?

Comunque, per cercare una buona analisi di come sia stato ridotto il capitalismo al giorno d'oggi, bisogna andare all'articolo:

LA FINE DEL CAPITALISMO ? NON PROPRIO MA QUASI...
di NAFEEZ MOSADDEQ AHMED, Direttore del "Institute for Policy Research & Development" http://nafeez.mediamonitors.net/

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5468

il quale scrive tra l'altro:

"Gli assunti del capitalismo neoliberale sulla vita e la natura dell'uomo riducono il mondo a una semplice raccolta fisica, scollegata, atomistica, autointeressata, e quindi basicamente conflittuale, di unità. Una visione riduzionista che razionalizza il consumo illimitato basato sulla combinazione di soddisfazione personale con l'accumulazione di beni materiali e il soddisfacimento dei desideri personali. Non c'è spazio per valori etici obiettivi, difficilmente riconosciuti come beni materiali. È ovvio che gli assunti ideologici del capitalismo sono falsi: se fossero veri le cose avrebbero funzionato! Ma noi possiamo constatare invece che il manifestarsi del materialismo della politica economica globale sta portando a una massiccia distruzione della vita e non alla prosperità generale. Ciò significa che ideali come la giustizia sociale e la misericordia sono oggi, obiettivamente, più in sintonia con la natura di quanto i neoliberali vorrebbero farci credere."

Giancarlo Soravia



P.S. - Con l'occasione, riporto dallo stesso Forum di cobraf.wallstreetitalia un intervento, a firma Antitrader, il quale, rispondendo a un altro membro del Forum, mi pare centri bene un aspetto del problema economico dei giorni nostri:
http://cobraf.com/forum/topic.php?topic_id=6303&reply_id=129306#129306

"Se ci fosse scarsita' di mano d'opera allora avresti pienamente ragione, anche io conosco un comune in cui, ai miei tempi c'era un solo impegato che faceva tutto in tempo reale con una macchina da scrivere mentre adesso ce ne sono 30 a almeno 40 computer con relativo degrado di efficienza rispetto all'impiegato singolo armato solo di matita e macchina da scrivere.
C'e' pero' un piccolo problema, con l'automazione industriale gran parte dei lavori sono spariti, basti pensare che l'Italia potrebbe andare avanti a parita' di ricchezza prodotta solo con un milione di lavoratori.
Cosa fai fare agli altri???? ci sono due soluzioni, la prima e' quella di dargli il cosiddetto salario di cittadinanza, facciamo 1.200 euro al mese, ma poi ci sarebbero grossi problemi, avere il 100% del tempo libero e' molto pericoloso, induce a idee bizzare e metterebbe a repentaglio la stessa convivenza civile, in pratica se prendi un salario senza fare un c.... poi ti metti a fare disastri nel tempo libero.
La seconda soluzione e' quella di inventare lavori fasulli, ed e' quello che e' stato fatto in tutto l'occidente. Gli dai 1.200 euro al mese e lo prendi anche per i fondelli facendogli credere che sta lavorando e magari e' talmente imbecille che si sente anche gratificato a stare allo sportello di una banca a fare bonifici.
Come vedi non e' la societa' che deve recriminare verso il bidello fannullone, ma e' il contrario, e il bidello che viene fregato in quanto la societa' lo costringe a perdere il suo tempo a far finta di lavorare."


Antitrader



18.11.08

QUESTO SISTEMA È UNA TRUFFA E NON PUÒ FUNZIONARE !

RIPORTO LA RISPOSTA, E NON L'ARTICOLO, CHE È COMPARSA OGGI SUL SITO "ComeDonChischiotte" http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5257 perché essa risposta si avvicina di più alla mia visione delle cose:

La firma è di: ericvonmaan

Ancora una volta, questi esimi "economisti e saggisti" dimostrano di non capire i motivi del problema (o forse semplicemente scrivono quello che vogliono i loro datori di lavoro).

La moneta cartacea in sé è solo carta, acquista un valore reale quando diventa rappresentazione di qualcosa di tangibile (beni e servizi). Non ha nessuna importanza che questo qualcosa sia l'oro, un materiale come un altro al quale siamo noi a dare un certo valore, e che MAI nella storia è stato presente nei caveau delle banche centrali in quantità proporzionata al denaro circolante: che questo sia ben chiaro a tutti quelli che invocano il Gold Standard come la panacea a tutti i mali.

La moneta circolante dovrebbe essere più o meno in PROPORZIONE col valore dei beni e servizi esistenti, è proprio questo che le conferisce reale valore come mezzo di scambio, e nuova moneta dovrebbe essere inserita nel sistema SOLO a fronte di nuovi beni tangibili, come servizi, lavoro, beni materiali, opere pubbliche prodotti dalla società nel suo insieme (il PIL? Sì, ma i parametri per misurarlo andrebbero notevolmente modificati rispetto a quello che si usa oggi). Mentre il problema fondamentale è che è stata inserita nel sistema una quantità di moneta (cartacea e contabile) mostruosamente superiore al valore delle cose, e ciò solo per permettere a una ristretta élite di campare al di sopra delle sue reali possibilità.

Se questi due parametri viaggiano in ragionevole sintonia, non ci saranno fenomeni inflattivi. E' quello che fece la Germania nazista dal 1936 in poi, nazionalizzando la Banca Centrale e cominciando ad emettere denaro in perfetta proporzione con i nuovi beni (soprattutto industria bellica) e opere pubbliche prodotte fino alla fine della guerra.

Economicamente fu uno straordinario successo, producendo un eccezionale sviluppo senza debito pubblico (lasciamo stare le finalità politiche, non è di questo che vogliamo parlare). Il sistema è talmente chiaro e semplice che se tutti lo capissero ci sarebbe una rivoluzione!

Invece: le Banche Centrali (Bankitalia, BCE, Federal reserve, Bank Of England, Bank of Japan etc.) sono delle Spa private, con scopi più o meno occultamente finalizzati al profitto dei loro proprietari, con il totale potere di gestire le politiche monetarie senza intralcio da parte di qualsiasi potere popolare (governi, stati, istituzioni pubbliche ecc.)

PRESTANO agli Stati denaro creato dal nulla, facendoselo rimborsare CON GLI INTERESSI (e questa volta si parla di denaro VERO, quello drenato dalle tasse, prodotto dal LAVORO delle persone e non dalla stampatrice), e creando il famoso debito pubblico che strangola ogni progetto politico. Da questo sistema i proprietari ricavano degli enormi profitti, dovuti al SIGNORAGGIO (differenza tra il valore intrinseco della carta e della stampa e valore nominale della banconota) fatti sparire dalle contabilità grazie a facili trucchi, e convogliati sui tanti conti segreti sparsi per il mondo.

Il grosso del credito circolante però è prodotto dalle banche commerciali, le quali sono tenute per legge a tenere delle riserve effettive rispetto a quanto prestato di SOLO IL 2 % (riserva frazionaria). Questo permette alle banche di "giocare d'azzardo" con i soldi, inventando tutti quegli strumenti finanziari (finanziamenti a operazioni ad alto rischio a imprese sull'orlo del fallimento, mutui subprime, hedge funds, derivati e merda simile) che ci hanno portato alla crisi attuale.

Questi "esperti di finanza" che scrivono sui giornali sembra che aprioristicamente "accettino" tutto questo, cercando delle soluzioni palliative, mentre dovrebbero avere il coraggio di affermare che QUESTO SISTEMA E' UNA TRUFFA E NON PUO' FUNZIONARE!

I rimedi sono semplici:

1) NAZIONALIZZARE LE BANCHE CENTRALI. Devono essere Istituzioni PUBBLICHE, STATALI ad emettere denaro, in proporzione con l'aumento del prodotto interno e le esigenze di sviluppo, e SENZA DEBITO. Se qualcuno teme che Governi corrotti possano usare questo potere per fini distorti, sì, questo è un rischio esistente, e può essere risolto creando strutture interstatali (ad esempio una Banca Centrale Europea PUBBLICA, E CONTROLLATA DAI GOVERNI DEMOCRATICAMENTE ELETTI DAI CITTADINI) che concerterebbe le politiche monetarie a fini di pubblica utilità e servizio. E che nessuno pensi che l'opzione della proprietà privata delle BC sia una migliore soluzione... l'abbiamo ampiamente visto!!!

2) IMPORRE ALLE BANCHE COMMERCIALI UNA RISERVA FRAZIONARIA DEL 100%. In questo modo ogni intervento di prestito sarà assolutamente ben soppesato e valutato, privilegiando solo le scelte più virtuose, e nessuno potrà più gettare soldi (della gente!) nel casinò della "finanza creativa".

3) AFFIDARE IL CREDITO "COMMERCIALE" ALLE BANCHE PRIVATE, E IL CREDITO "SOCIALE" ALLO STATO. Così chi avrà bisogno di prestiti per comprarsi una casa in cui vivere, o per studiare all'università, potrà avere i soldi DALLO STATO a tasso zero, senza essere strozzato dai privati per ottenere dei beni di base necessari a vivere.

E' tutto semplice. Ma ci vuole una classe politica forte, responsabile, conscia del suo ruolo DI PUBBLICA UTILITA' E SERVIZIO AI CITTADINI, non la squallida accozzaglia di camerieri dei banchieri e dei poteri forti a cui siamo stati abituati da decenni. E basta bla bla bla inutili di questi giornalisti e tuttologhi prezzolati dall'editore (proprietà dei soliti noti), se non si va alla radice del male non concluderemo mai nulla, i ricchi saranno sempre più ricchi e noi poveracci a 1000 euro al mese finiremo per suicidarci perchè non riusciremo nemmeno a comprarci il cibo e pagarci il riscaldamento.


ericvonmaan



COMMENTO (Ultima modifica: 8/1/2009)

Il punto "La moneta circolante", di cui all'articolo suddetto, a mio parere va chiarito meglio, perchè i governanti furbescamente controllano strettamente e limitano quella che circola nelle tasche della stragrande maggioranza della popolazione, mentre lasciano mostruosamente lievitare senza alcun limite e controllo quella in mano [il seguente elenco è puramente esemplificativo] ai vari Soros, Buffett, ai gestori di hedge funds, di prodotti derivati, di futures, opzioni, swap, CDS, covered warrant, ecc. a disinvolta leva finanziaria, di subprimes, di cartolarizzazioni (ABS, SPV, SPE, SPC, CFO, CDO, CBO, CCD, CLO, CFXO, WBS, ecc.) mascherate tripla A, ai creatori di "bolle" (RMBS, CMBS), ai gestori di carte di credito (normale, revolving, co-branded), ai managers con i loro iperbolici stipendi e buonuscite e generose (pericolose) stock options, ai traders grandi e piccoli con le abusatissime e facili (fino a ieri) speculazioni di "carry trade" valutario, ecc. ecc.
Per capire un poco come funzionino i derivati, suggerisco l'ottimo articolo di Francesco Caselli su:
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5338
Per vedere come i titoli di borsa possano essere manovrati dagli "Hedge funds", si può leggere il seguente articolo:
http://www.marxismo.net/content/view/3012/210/
Sulla questione delle "Stock oprtions" è quasi sorprendente leggere l'articolo a firma GZ (Giovanni Zibordi) [il quale è tutt'altro che marxista] del febbraio 2004, che le definisce "la piu' grossa truffa legale mai esistita nel capitalismo":
http://cobraf.com/forum/PostPrintView.php?postid=40168&type=p
Concordo con ericvonmaan sul fatto che tutto questo è permesso dal meccanismo attuale di riserva frazionaria obbligatoria (vedi sotto). Non ho invece la prova di quanto egli dice sui profitti da SIGNORAGGIO delle Banche centrali fatti sparire, credo si possa parlare dei soliti iperbolici stipendi e buonuscite.
(In merito alla riserva frazionaria obbligatoria è bene chiarire, per fare un esempio, che a fronte di una percentuale di riserva pari al 2%, il sistema bancario (e non la singola banca) può arrivare a prestare fino a 50 volte tanto. Ciò perché, a fronte di un nuovo deposito, accade che a livello di sistema bancario (e non di singola banca, come molti ritengono erroneamente) si genera un nuovo prestito, che potrà divenire un nuovo deposito presso una seconda banca e da questo deposito si potrà creare un prestito che diverrà nuovo deposito per un'altra banca, e così via ricorsivamente. [da Wikipedia])
Va ricordato anche che in America nel 1999 (in piena presidenza Clinton) fu definitivamente abolito il "Glass-Steagall Act" introdotto nel 1933 durante la Grande Depressione per limitare l'azione delle banche d'affari. Per maggiori notizie sul Glass Steagall Act, vedi l'articolo di Piero Pagliani:
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=21787
Per la storia della scala mobile, la cui abolizione ha letteralmente "segato" le entrate dei dipendenti, vedi l'articolo di Lino Rossi: http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=18022
E' anche istruttivo rivedere i risultati del referendum abrogativo del 9 e 10 maggio 1985 sul taglio della scala mobile: http://it.wikipedia.org/wiki/Referendum_abrogativo_del_1985
Ripeto quanto affermato da Lino Rossi: "Il bello in questa faccenda è che i poveri hanno votato al referendum affinché il conto fosse portato a loro."
A loro sono state riservate le "COMODE RATE MENSILI", che se le pigliano anche per 40 anni filati.
Per la storia dei mancati controlli sui titoli "tossici", è istruttivo leggere l'articolo di F.William Engdahl apparso il 29/10/2008 su ComeDonChisciotte
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=print&sid=5185
Ecco un passaggio:
"Sapevano infatti che a un certo punto sarebbe crollata la piramide di migliaia di miliardi di sospetti sub-prime e di altri titoli ad alto rischio basati sul mutuo della casa, così pare che abbiano diffuso i cosiddetti “rifiuti tossici” dei titoli Abs in ogni parte del globo al fine di sedurre le grandi banche mondiali, specialmente quelle dell'Ue, nella loro trappola allettante.
Ricevettero un aiuto. In una recente testimonianza sotto giuramento, Lynn Turner, capo contabile della Securities & Exchange Commission (SEC), ha testimoniato che l'ufficio per la gestione del rischio della SEC che aveva responsabilità di supervisione per il mercato dei Credit Default Swap, un mercato esotico il cui valore nominale è di qualcosa come $ 62 mila miliardi, subì a causa di "tagli di budget" da parte dell'amministrazione una riduzione da un personale di 100 persone a una persona. Sì, non è un refuso. Intendo dire uno, come in ‘Uno’
[in italiano nel testo n.d.t.].
................
Si trattava solo di un taglio nel budget spinto dal fervore ideologico, o era un atto deliberato? L'ex uomo della Goldman Sachs, l'uomo che convinse il presidente ad assumere Paulson, l'ex Director of the Office of Management and Budget (OMB)
[Direttore dell'ufficio per la gestione e il budget n.d.t.] di Bush, Joshua Bolten, ora capo dello staff del presidente, fu responsabile di essersi assicurato che non ci fosse controllo governativo sul fenomeno in esplosione della cartolarizzazione dei mutui ?"

Per la parte svolta dai politici italiani, segnalo un articolo del 28/10/2007 di Maurizio Blondet, di cui riporto un passaggio:
http://www.effedieffe.com/rx.php?id=2353%20&chiave=La
......Il tecnico Ciampi ha svenduto l'Italia agli «investitori esteri». Forse perché con una laurea in lettere, di economia si capisce poco: si eseguono solo gli ordini che vengono dalla squadra e dal compasso globale. E il tecnico Padoa Schioppa, che ne dite? Di fronte alla predica di Draghi sui salari bassi, ha replicato: «I giovani devono imparare anzitutto a risparmiare». Ha capito tutto, il Padoa Schioppa. Un grande tecnico. Non bisogna consumare di più, anzi bisogna risparmiare. Specie i giovani, quei bamboccioni, con il lavoretto trimestrale a 900 euro al mese a Milano (altrove, 500 se va bene). Eppure qualche ragione ce l'ha persino il Padoa.
Per esempio, si potrebbe risparmiare sui politici, deputati, senatori. A che servono, visto che poi consegnano il governo ai tecnici? C'è qualcuno di loro che abbia uno straccio di proposta complessiva per un paese in rovina e in discesa?"......


E che dire del ruolo svolto dai "Paradisi fiscali" ?
Leggere per esempio quanto scrive Antonella Randazzo:
http://lanuovaenergia.blogspot.com/2008/11/dittature-mafia-e-paradisi-fiscali.html
Ne riporto un passaggio:
"Secondo il criminologo Vincenzo Ruggiero, la distinzione fra criminalità economica e crimine organizzato è oggi "un'anomalia analitica, frutto prevalente delle suddivisioni in specialismi che esistono all'interno della disciplina criminologica".
L'economista Bruno Amoroso ritiene che la stessa globalizzazione sia stata prodotta da strategie criminali..."


Inoltre voglio chiarire un altro punto importante, già trattato nei Post precedenti, e cioè come sia contabilmente scorretto per una Banca centrale registrare al passivo la moneta emessa. Infatti ciò sarebbe possibile:
- in un regime aureoconvertibile, SÌ, in quanto la moneta può essere portata all'incasso, e rappresenta una passività per la banca emittente;
- in un regime di moneta fiduciaria, NO, in quanto la moneta rappresenta di fatto un credito inesigibile per chi la detiene.
Un professore di econometria olandese sostiene esattamente la medesima posizione: http://ideas.repec.org/p/wpa/wuwpgt/0512014.html
Egli scrive (traducendo dall'inglese [l'articolo completo va scaricato sotto: DOWNLOAD THE SELECTED FILE]):
"La moneta fiduciaria non può apparire come una passività in uno Stato Patrimoniale. ...Insomma, il punto che il presente articolo cerca di dimostrare, è che la moneta fiduciaria non è un vero credito da parte di un agente economico verso la Banca centrale.
Legalmente, quando una persona va allo sportello della Banca centrale, poniamo, con un dollaro in banconota di corso legale, e desidera che questo venga cambiato nel suo reale valore, la Banca centrale lo cambierà con un'altra banconota da un dollaro di corso legale. Non c'è affatto la possibilità che la Banca centrale sia obbligata a cambiare la sua banconota di moneta fiduciaria in qualcosa di reale."

Qual'è la differenza tra questa irregolarità contabile e una truffa ?

Riporto una specie di epitaffio apparso recentemente sul sito di Sandro Pascucci: http://www.signoraggio.com/

"Il dubbio

il Debito Pubblico è dato dall'emissione dei Titoli di Stato

i Titoli di Stato non se li caga[va] più nessuno perché le Azioni rendono[evano] di più

se lo Stato non piazza nuovi Titoli di Stato per ripagare i vecchi Titoli di Stato..
.. lo Stato crolla, va in bancarotta

se muore il cane muore la zecca (oops! ho fatto la battuta!)

allora IGB [Il Grasso Banchiere] che fa?

dimostra che le Azioni sono una "bolla" e le fa scoppiare

dimostra che i Fondi sono merda e li scoperchia (il vento mediatico spargerà l'odore e l'antifona)

manda un pupazzo in tivù a dire che i Titoli di Stato son l'unica cosa certa

lo Stato non vede così vacante la prossima asta dei Titoli di Stato
(senza il totale e remunerativo piazzamento dei quali sarebbero cazzi amari per tutti)

lo Stato sopravvive

il Debito Pubblico aumenta

e se ne parla tra 10 anni

convince? "

Sandro Pascucci

Segnalo anche l'articolo apparso l'8/1/2009 su ComeDonChisciotte a firma "The Advisor" e dal titolo: "IL PARADOSSO DI BEN BERNANKE" http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5443
e il commento di Lino Rossi, che riporto:
"Proprio così: "sottoscrizione forzosa di titoli del Tesoro"
significa aumento della base monetaria. Noi l'abbiamo fatto fino al settembre 1979.
Einaudi e Menichella aggiunsero:
- un forte aumento della riserva obbligatoria,
- tassi al 3-4%,
attraverso i quali domarono anche l'inflazione.
La tecnica ha funzionato allora, perchè non deve funzionare oggi?
se non oggi, quando?"



Il rischio più grave, tuttavia, non è quello che spariscano i soldi della gente, ma che sparisca la verità dal mondo, complessa operazione conclusa (o iniziata ?) l'11 settembre 2001, come sostiene nella seguente omelia il vescovo anglo-americano Richard Nelson Williamson, consacrato da Monsignor Lefebvre il 30/6/1988 e immediatamente scomunicato da Giovanni Paolo II il 2 luglio dello stesso anno:
http://www.effedieffe.com/content/view/5572/183/
Ecco cosa scrive di Mons. Richard Williamson, nei commenti che seguono l'articolo di cui sopra, Scipione Antonio Rino Tagliaferro:

"Mons. Richard Williamson è il più grande uomo di Chiesa attualmente vivente. La scomunica che lo colpisce non è stata comminata in modo valido, ma non è nei meandri del diritto canonico che voglio ingolfare questo mio intervento; voglio solo dire che, chi dice la verità appartiene alla Verità, chi ci dice che l'inferno è vuoto, affinché tutti ci finiscano, lavora per il Menzognero ed il padre della menzogna....."


P.S. (da: Il Riformista del 22 gennaio 2009)

Benedetto XVI ha deciso. Il decreto contenente la revoca della scomunica per i vescovi scismatici lefebvriani è pronto [tra cui Richard Williamson]. E uscirà nei prossimi giorni, probabilmente entro questa domenica. L’ha redatto e firmato, per volere del Papa, il presidente del Pontificio Consiglio per i testi legislativi, l’arcivescovo Francesco Coccopalmerio.


P.S. (25 gennaio 2009)

Il suddetto accenno a Mons. Williamson è precedente alle dichiarazioni dello stesso sull'Olocausto, di cui non ero ovviamente a conoscenza. La mia posizione di principio in merito è la seguente: nei Lager nazisti morirono persone di varie etnie, di varie opposizioni, di "diversi"; la commemorazione dovrebbe riguardare tutti e non solo una parte di loro.


Il presente COMMENTO è di Giancarlo Soravia




8.7.07

LA FINE DELL'EGEMONIA DEL DOLLARO

Traduzione del discorso tenuto da Ron PAUL (Texas) al Congresso degli Stati Uniti in data 15/02/06


"La Fine dell'Egemonia del Dollaro"


LEGGI TUTTO:

http://archivioblog-cadorin.blogspot.com/2007/07/traduzione-del-discorso-tenuto-da-ron.html



27.6.07

PROPOSTA DI LEGGE (House of Repr.2755) PER L'ABOLIZIONE DELLA FEDERAL RESERVE (U.S.A.) Firmatario: Ron PAUL, Candidato Repubblicano Presidenziali 2008

Federal Reserve Board Abolition Act (Introduced in House)


Testo originale (di indubbio valore storico) della recentissima proposta di legge al Congresso USA per l'abolizione della FEDERAL RESERVE, la banca che stampa i biglietti verdi.

LEGGI TUTTO: (con traduzione in italiano)

http://archivioblog-cadorin.blogspot.com/2007/06/proposta-di-legge-house-of-repr-2755.html




25.6.07

PROPOSTA DI LEGGE D'INIZIATIVA DELL'ON. BUONTEMPO (A.N.) + TESTO OdG CAMERA SU QUESTIONE SIGNORAGGIO EURO


Testo della proposta di legge presentata alla Camera dei Deputati in data 3/10/2005 [XIV Legislatura - Governo Berlusconi III] d'iniziativa del deputato Teodoro Buontempo (A.N.) - "Proprietà popolare della moneta e conto di cittadinanza".

Testo dell'OdG Buontempo discusso e votato alla Camera dei Deputati in data 12/06/2007 [XV Legislatura - Governo Prodi II] su "Questione del signoraggio vigente sull'utilizzo della moneta euro".



LEGGI TUTTO:

http://archivioblog-cadorin.blogspot.com/2007/06/proposta-di-legge-diniziativa-dellon.html



15.6.07

LA DISSERTAZIONE XVI DI LUDOVICO ANTONIO MURATORI E IL MITO DI SISIFO

Prendendo spunto dalla Dissertazione XVI di Ludovico Antonio Muratori, viene fatto un esame e un riassunto dell'attuale sistema di creazione della moneta, che risulta basata sul principio di quella che anticamente si chiamava Usura. Usura che non viene più combattuta nè dalla Chiesa, nè tantomeno dai Governi, lasciando il popolo in una situazione che richiama il mito di Sisifo.

LEGGI TUTTO:


http://archivioblog-cadorin.blogspot.com/2007/06/la-dissertazione-xvi-di-ludovico.html


5.6.07

LA (SILENZIOSA) MODIFICA ALLO STATUTO DELLA BdI

Dal sito "Gli scomunicati" (in un articolo di Orazio Fergnani), ero venuto a conoscenza della modifica intervenuta all'art. 3 dello Statuto della Banca d'Italia. Il link a suo tempo segnalato non risulta più attivo, ho trovato questo: http://stgrunk.spaces.live.com/Blog/cns!60586ACA0920C73F!359.entry
Seguono alcuni interrogativi di come sia potuta intervenire tale modifica, in palese violazione ad una precisa norma statutaria della stessa BdI.

LEGGI TUTTO:

http://archivioblog-cadorin.blogspot.com/2007/06/la-silenziosa-modifica-allo-statuto.html

14.5.07

LA FINE DEL DISTRETTO CADORINO DELL'OCCHIALE (e dei patrioti)



L'Autore, che proviene dal settore occhialaio cadorino, fa una piccola storia della fine del secolare distretto industriale dell'occhiale del Cadore, e dei suoi patrioti.


LEGGI TUTTO:

http://archivioblog-cadorin.blogspot.com/2007/05/la-fine-del-distretto-cadorino_14.html


7.5.07

GLI ANALISTI AMMETTONO LA DEGENERAZIONE DEL SISTEMA



Vengono presentati due interessanti articoli del dott. Michele Spallino, esperto e analista economico-finanziario.


LEGGI TUTTO:
http://archivioblog-cadorin.blogspot.com/2007/05/gli-analisti-ammettono-la-degenerazione.html


25.4.07

IL DESTINO MANIFESTO ovvero L'ECCEZIONALISMO MESSIANICO (Con Post-Scritto)



Viene fatto un parallelismo tra il "Manifest Destiny" americano dei giorni nostri e quello israeliano, con un richiamo a Roma antica.


LEGGI TUTTO:
http://archivioblog-cadorin.blogspot.com/2007/04/il-destino-manifesto-ovvero.html


1.4.07

LA RANA BOLLITA E LA MONETA FIDUCIARIA



Brevissima storia della moneta fiduciaria (fiat money), da Diogene di Sinope a John Law, e del completo "PUFF" (termine cadorino per indicare la bancarotta) del sistema ideato da quest'ultimo (1720). Viene quindi esaminata l'insostenibile situazione in cui si trova il popolo minuto nell'attuale sistema di moneta fiduciaria, paragonabile alla condizione della rana bollita.


LEGGI TUTTO:
http://archivioblog-cadorin.blogspot.com/2007/04/la-rana-bollita-e-la-moneta-fiduciaria.html


29.3.07

ALEXANDER HAMILTON VS/ ADAM SMITH



Vengono proposti due brani tratti da un articolo di Claudio Giudici in cui si contrappongono le teorie di economia politica dell'americano Alexander Hamilton (1755-1804) a quelle dello scozzese Adam Smith (1723-1790), oggi largamente dominanti.


LEGGI TUTTO:
http://archivioblog-cadorin.blogspot.com/2007/06/alexander-hamilton-vs-adam-smith.html


25.3.07

LES PRIVILEGES DES BANQUES

LES PRIVILEGES DES BANQUES

Dal sito franco-canadese

NOUVELLE SOCIÉTÉ di Pierre JC Allard
http://www.geocities.com/~newsociety/401.html
propongo il seguente brano:


L'enrichissement sans cause

On est riche ou pauvre, désormais, par simple décision du Pouvoir, décision prise et exécutée selon des règles que le Pouvoir détermine. La règle première et suffisante, celle qui assure à l'alliance dominante le contrôle imparable des conditions d'échange, c'est que quiconque a de l'argent en reçoit plus. C'est ce qu'on appelle toucher un intérêt.
Le montant de cette prime à la richesse est fixée par le système financier international, appliqué par les banques nationales, et l'est de façon à maintenir la stabilité du Système et le pouvoir de l'alliance dominante. (Lisez: enrichir les plus riches, préserver l'aisance de ceux qui ont quelque richesse et exploiter les autres).
Le mécanisme précis de création d'argent passe par le privilège des banques de prêter ce qu'elle n'ont pas; ce privilège leur est garanti par l'État, lequel "émet des obligations" qui sont autant de promesses de donner plus à ceux qui ont déjà beaucoup, tout en contrôlant l'inflation qui devrait en résulter en réduisant la consommation de ceux qui manquent du nécessaire. Le paiement d'un intérêt par l'État détermine le taux d'intérêt à tous les paliers de la structure et équivaut au détournement continuel de la plus value du travail de la société vers les membres de l'alliance dominante.
Il n'y a aucune logique au paiement d'un intérêt par l'État, si ce n'est le maintien du pouvoir en place. Les rationalisations qu'on en donne s'appuient sur des pétitions de principe et des sophismes. Seul un lavage de cerveau incessant empêche la population de se rendre compte que là est la source de toute iniquité. Seule une population totalement endoctrinée peut croire aux balivernes qu'on lui raconte pour justifier ce transfert éhonté de richesse des pauvres vers les riches. On a mis la population sous hypnose et on la manipule.

PIERRE JC ALLARD

Traduzione:

I PRIVILEGI DELLE BANCHE

L'arricchimento senza causa


Si è ricchi o poveri, oramai, per semplice decisione del Potere, decisione presa ed effettuata secondo le regole che il Potere determina. La regola prima e sufficiente, quella che assicura all'alleanza dominante il controllo senza possibilità di risposta delle condizioni di scambio, è che chiunque ha soldi ne riceve di più. È quello che si chiama essere contiguo ad un interesse.
La quantità di questo premio alla ricchezza è fissato dal sistema finanziario internazionale, applicato dalle banche nazionali [Banche Centrali ndt] ed è fatto in modo di mantenere la stabilità del Sistema e il potere dell'alleanza dominante. (Leggere: arricchire i più ricchi, conservare gli agi di quelli che hanno certa ricchezza e sfruttare gli altri).
Il meccanismo preciso della creazione del denaro passa dal privilegio delle banche di prestare qualcosa che non hanno; questo privilegio è garantito loro dallo Stato, che "emette delle obbligazioni" che sono altrettante promesse di dare di più a quelli che hanno già molto, sempre controllando l'inflazione che dovrebbe consistere nel ridurre i consumi di quelli che mancano del necessario. Il pagamento di un interesse da parte dello Stato determina il tasso di interesse a tutte le fasi della struttura ed è equivalente alla diversione continua del plusvalore creato dal lavoro della società verso i membri dell'alleanza dominante.
Non c' è alcuna logica nel pagamento di un interesse da parte dello Stato, se non quella del mantenimento del potere in sella. Le giustificazioni che ne danno si appoggiano su dichiarazioni di principio e su sofismi. Solo un lavaggio del cervello incessante impedisce alla popolazione di rendersi conto che lì vi è la fonte di ogni iniquità. Soltanto una popolazione totalmente imbeccata può credere alle frottole che le si raccontano per giustificare questo trasferimento vergognoso di ricchezza dai poveri verso i ricchi. Si è messa la popolazione sotto ipnosi e la si manipola.

PIERRE JC ALLARD

(traduzione di: Giancarlo Soravia)



Se si vuole combattere il male alla radice, credo convenga più conoscere il sistema dei privilegi del sistema bancario, piuttosto che discutere su falsi di contabilità, su lucri da signoraggio, su emissione di moneta dal nulla, che sono la diretta conseguenza di questi privilegi. Sotto il punto di vista dei quali, l'Italia (la cui Costituzione formalmente democratica è solo la classica foglia di fico), si colloca certamente tra i paesi più iniqui.




22.3.07

RISPOSTA AD UN LETTORE

RISPOSTA AD UN LETTORE

Un lettore mi ha inviato la seguente lettera:

"""""""""""""""

Sto cercando di approfondire meglio il suo post "considerazioni sul bilancio di una banca centrale" in cui dimostra che la BCE, essendo una "società privata", emette le banconote da cui trae reddito e interessi (signoraggio) ma illecitamente pone l'emissione di banconote (alla voce "banconote in circolazione") nel Passivo dello Stato Patrimoniale.
Mi potrebbe spiegare in maniera semplice, (magari anche dati alla mano visto che conservo una copia di Stato Patrimoniale e Conto Economico al 31 dicembre 2006 della BCE) perché si parla di "un falso, e di una evasione fiscale" baypassando come dice Lei il Conto Economico?


"""""""""""""""

Cercherò di rispondere alle domande e di riassumere i concetti esposti finora in questo Blog.

Quando parlo di "un falso, e di una evasione fiscale" mi riferivo al casinò, e non a una Banca Centrale, ma le differenze con una Banca Centrale sono solo formali.

Nel Post precedente "PRECISAZIONI PER UN FORUM", un partecipante al Forum chiarisce la questione del falso, scrivendo:

""""""""""""""
E' contabilmente corretto per una banca centrale registrare al passivo la moneta emessa ? La risposta è:
- in un regime aureoconvertibile, SI, in quanto la moneta può essere portata all'incasso, e rappresenta una passività per la banca emittente;
- in un regime di moneta fiduciaria, NO, in quanto la moneta rappresenta di fatto un credito inesigibile per chi la detiene.


Un professore di econometria olandese sostiene esattamente la medesima posizione.


""""""""""""""
Il problema è che le Banche Centrali hanno continuato ad effettuare le loro registrazioni come venivano fatte nei vecchi sistemi aureoconvertibili, e quindi, riferendomi al Post "CONSIDERAZIONI SUL BILANCIO....", si dovrebbe correttamente parlare, nel caso degli attuali bilanci BCE/BCN, di aver "bypassato il conto economico mediante un tipo di registrazione non più applicabile". Ma ancora, a mio parere, il falso esiste.

Tutta la questione della Banca Centrale si incentra, quindi, sui due punti seguenti, del tutto separati, e da valutare altrettanto separatamente:
- Se definiamo "lucro da signoraggio" quello che si crea dalla differenza tra valore intrinseco e valore facciale di una moneta, esso è minore per una moneta d'oro (o banconota aureoconvertibile), maggiore per una moneta d'argento, e praticamente totale per una moneta cartacea non convertibile.
Questo lucro deve essere una prerogativa sovrana dello Stato. Dare questa prerogativa a dei privati, oltre che causare allo Stato enormi danni economici, costituisce, secondo alcuni studiosi, anche un attentato all'indipendenza dello Stato (art. 241 CP), e un attentato contro la costituzione dello Stato (art. 283 CP).
- Per quanto riguarda gli interessi che uno Stato deve pagare, dovrebbe essere chiaro che, mentre sarebbe ragionevole farlo su monete d'oro o banconote aureoconvertibili, come successo spesso nei secoli passati, è del tutto irragionevole farlo su banconote non convertibili, che lo Stato può e deve emettere da sé, (oppure farsele obbligatoriamente accreditare dalla Banca Centrale, come visto nel Post precedente: "MA LA BCE AMMETTE IL REDDITO DA SIGNORAGGIO".
Torno a ripetere quanto detto nel Post "CONSIDERAZIONI SUL BILANCIO....": "Ma una domanda sorge spontanea: per detti governi (medioevali) quando mai sarebbe stato necessario indebitarsi, se a questi banchieri fosse bastato emettere monete cartacee (banconote e certificati di credito non aureoconvertibili) ?"

Come scritto dall'ing. Lino Rossi, nel Post "MA LA BCE AMMETTE...", il problema sarebbe immediatamente risolvibile, qualora l'emissione monetaria venisse semplicemente accreditata allo Stato anzichè addebitata in cambio di titoli del debito pubblico.

Non dovrebbe essere troppo difficile, per legislatori attenti, prendere coscienza del problema.

(Giancarlo Soravia)



18.3.07

PRECISAZIONI PER UN FORUM

PRECISAZIONI PER UN FORUM


Nel Forum http://www.finanzaonline.com/forum/showthread.php?t=778044 è stato pubblicato il mio Post, giudicato interessante:

"CONSIDERAZIONI SUL BILANCIO DI UNA BANCA CENTRALE"

Ringraziando per il giudizio, è emerso che il brano seguente è stato, da parte di alcuni membri del Forum, invece ritenuto falso e scritto da un incompetente, con un piccolo corollario di insulti:

"I Governi, per poter usare tali banconote, sono costretti ad acquistarle, o affittarle, creando un debito nel proprio bilancio e pagando gli interessi alla stessa Banca Centrale. La quale però, non mi risulta disponga di capitale proprio, o si sia indebitata con terzi per creare i suddetti crediti, se non, praticamente, nei confronti dei soli Istituti Tipografici (Zecche), per il solo costo tipografico delle banconote.
Si sa che per secoli i governi europei si indebitarono (con i relativi interessi) verso i famosi banchieri privati (de Medici, Fugger, Rothschild, ecc.). Ma una domanda sorge spontanea: per detti governi quando mai sarebbe stato necessario indebitarsi, se a questi banchieri fosse bastato stampare banconote ?"


E' quindi necessaria, da parte mia, una precisazione:


Con le parole "non mi risulta disponga di capitale proprio" intendevo dire "non mi risulta che sia in grado di garantire qualsiasi convertibilità dell'euro in oro", concetto questo che mi sembrava abbastanza chiarito dal successivo paragone con i banchieri medioevali e post-medioevali, che prestavano su oro e non su carta.

Aggiungo, con l'occasione: il fatto di pagare interessi non sull'oro (cosa ragionevole), ma sulla carta (cosa irragionevole), non può essere materia di "conflitto d'interessi" tra una classe politica controllata, a mio parere, da "galoppini" del sistema bancario, e il popolo ?

Quanto all'intervento in detto Forum di un tale che sostiene "E mo che ci faccio co' tutto questo oro? Le otturazioni? Le catenine? I circuiti elettronici?", immagino che egli non abbia attraversato, come me, abitante all'epoca tra Italia (Venas di Cadore) e Germania (Dresda), una disastrosa guerra mondiale e un ancor peggiore dopoguerra. E quindi non conosca il valore dell'oro in tempi calamitosi, quando le monete cartacee dei paesi sconfitti, i depositi bancari, titoli, ecc. ecc., andarono completamente in fumo.

Un lettore mi ha inviato una e-mail chiedendo di correggere la sigla da me usata "Istituti Tipografici (Zecche)", sostenendo che per l'euro si può soltanto parlare di banali tipografie, e che "la BCE i primi anni faceva stampare gli euro da una tipografia scandinava; ora pare, per contenere i costi, che li faccia stampare in estremo oriente".


(G. Carlo Soravia)



P.S. - Un Membro del suddetto Forum, a nome "overthecounter", ha difeso la mia posizione, scrivendo:

"Scusa ma qui si sta parlando di un'altra questione: se è contabilmente corretto per una banca centrale registrare al passivo la moneta emessa. La risposta è, secondo me:

- in un regime aureoconvertibile, SI, in quanto la moneta può essere portata all'incasso, e rappresenta una passività per la banca emittente

- in un regime di moneta fiduciaria, NO, in quanto la moneta rappresenta di fatto un credito inesigibile per chi la detiene

In questa pubblicazione un professore di econometria olandese sostiene esattamente la medesima posizione: http://ideas.repec.org/p/wpa/wuwpgt/0512014.html

Fiat money should not appear as a liability in a Balance Sheet. ...However, the point that this current article tries to make, is that fiat money is not a proper claim from an economic agent upon the Central Bank.
Legally, when a person goes to the window of the Central Bank say with a dollar note of legal tender, and wishes it to be exchanged into its real value, then the Central Bank will exchange it into another dollar note of legal tender. There is no such thing as a liability of the Central Bank to exchange its fiat money notes into something real. [La traduzione in italiano di questo passaggio si trova nel successivo Post: "QUESTO SISTEMA E' UNA TRUFFA E NON PUO' FUNZIONARE !"] Se i partecipanti alla discussione, invece di trollare e insultare portassero qualche argomento pertinente, farebbero un servizio migliore alla comprensione della questione."





11.3.07

MA LA BCE AMMETTE IL "REDDITO DA SIGNORAGGIO"

MA LA BCE AMMETTE IL "REDDITO DA SIGNORAGGIO"


Si trova, sul sito della BCE, il seguente documento, datato 6 dicembre 2001:

http://www.ecb.int/press/pr/date/2001/html/pr011206_1.it.html

dove si afferma tra l’altro:
“L'esercizio delle funzioni di politica monetaria genera un reddito monetario denominato "reddito da signoraggio". Conformemente allo Statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea, tale reddito, generato nell'area dell'euro, viene accentrato e ripartito tra le BCN in proporzione alle quote versate di capitale della BCE,……..”

I quesiti in merito al signoraggio si ridurrebbero quindi ai tre seguenti:
- Qual'è il reale ammontare del reddito da signoraggio? (Come discusso nel Post precedente)

- Perchè lo Stato deve stupidamente indebitarsi a fronte di semplice carta ?

- Cosa fare affinchè lo Stato interrompa questo "selvaggio meccanismo di inarrestabile generazione del debito pubblico" ?


P.S. - L'ing. Lino Rossi, che ringrazio, mi ha inviato la seguente lettera:

Per l'emissione monetaria ancora da effettuare sarebbe immediatamente risolvibile: sarebbe sufficiente che la stessa venisse semplicemente accreditata allo Stato anzichè addebitata in cambio di titoli del debito pubblico. A condizione che i politici si svegliassero dal loro torpore.

Per quanto attiene invece alle somme sottratte illegalmente negli anni passati, pari ad almeno 1.600 miliardi di euro (solo per l'Italia), bisogna prendere atto che la magistratura si è chiamata fuori e quindi non resta che creare le condizioni politiche per metter mano anche a questo problema.

ing. Lino Rossi

13/3/2007

20.2.07

CONSIDERAZIONI SUL BILANCIO DI UNA BANCA CENTRALE

CONSIDERAZIONI SUL BILANCIO DI UNA BANCA CENTRALE


Per quanto ho potuto osservare, esiste a volte una certa imprecisione nel riportare la base contabile del bilancio di una Banca Centrale, anche da parte di persone che si occupano di signoraggio.
Cercherò quindi, nel limite delle mie capacità, di chiarire meglio come si possano considerare, sotto differenti criteri contabili, quelle operazioni che riguardano beni di valore medio (x), trasformati (dalla Banca Centrale, o da altri soggetti) in beni di valore (x*n), dove n è il moltiplicatore medio (che possiamo definire da signoraggio).

Approfondiamo, per primo, l'esempio già citato nel Post precedente, e vediamo quale dovrebbe essere la corretta registrazione contabile di una giornata di un casinò che avesse venduto 10.000 fiches ai clienti (ometto le registrazioni relative ai costi materiali, riportate solo nel successivo esempio che riguarda la Banca Centrale).
Esempio di giornata normale di vincita del banco:
Stato Patrimoniale
Attivo
Cassa contanti (quale risulta da: Incasso controvalore fiches vendute ai clienti (x*n)*10.000 - meno fiches ripagate ai clienti (x*n)*6.000)
Conto Economico
Ricavi
Ricavo netto vendita fiches (x*n)*4.000
In caso di perdita del banco, la stessa verrebbe analogamente registrata al Conto Economico.
Nel caso ipotetico in cui nessuna fiche venisse presentata all'incasso, perchè i clienti non hanno giocato e se le sono tenute in tasca, la registrazione dovrebbe essere la seguente, essendo la vendita comunque avvenuta:
Stato Patrimoniale
Attivo
Cassa contanti (quale risulta da: Incasso controvalore fiches vendute ai clienti (x*n)*10.000)
Conto Economico
Ricavi
Ricavo netto vendita fiches (x*n)*10.000
Se invece il casinò eseguisse la seguente registrazione:
Stato Patrimoniale
Attivo
Cassa contanti (quale risulta da:
Incasso controvalore fiches vendute ai clienti (x*n)*10.000)
Passivo
Fiches in circolazione (x*n)*10.000
(nota: BYPASSANDO IL CONTO ECONOMICO !)
incorrerebbe certamente in un falso, e in una evasione fiscale.
(Ecco quindi chiarita l'incertezza di interpretazione emersa nel precedente Post, dove la seconda risposta dell'intervista a Saba dovrebbe essere letta così: "Per fare un piccolo esempio, è come se il proprietario di un Casinò, nella sua contabilità scrivesse direttamente al Passivo dello Stato Patrimoniale l'incasso derivante dalla vendita delle fiches").


Guardiamo ora quali dovrebbero essere le registrazioni di una Banca Centrale. In questo caso prendiamo in considerazione non una giornata, ma l’intero anno, immaginando che la Banca abbia messo in circolazione 1.000.000.000 di banconote.
La registrazione dovrebbe essere la seguente (semplificando):
Stato Patrimoniale
Attivo
Crediti derivanti da allocazione banconote (x*n)*1.000.000.000
Passivo
Debiti verso Officine Tipografiche per stampa banconote (x)*1.000.000.000
Conto Economico
Ricavi
Allocazione banconote (x*n)*1.000.000.000
Costi
Costo tipografico banconote (x)*1.000.000.000
Salvo invertire ovviamente le registrazioni qualora le banconote venissero presentate per l’incasso.
Ma la Banca Centrale non segue affatto questa procedura contabile.
Inoltre, mentre il casinò paga in denaro le fiches presentate, la Banca Centrale non potrebbe pagare se non con altre banconote, essendo da tempo sfumata presso tutte le Banche Centrali la possibilità di pagare in oro.
La registrazione realmente effettuata, come richiamata nel precedente Post, e riferita alla BCE (2005), è invece la seguente:
Stato Patrimoniale
Attivo
Crediti derivanti dall'allocazione delle banconote in euro all'interno dell'Eurosistema (netti) 45.216.783.810 €
Passivo
Banconote in circolazione 45.216.783.810 €
Salta subito all'occhio che la registrazione non è quella ipotizzata come regolare, ma è analoga a quella del casinò, evidenziata in grassetto, considerata irregolare.

Concludendo, credo si possano trarre da quanto sopra esposto sia considerazioni economiche, che politiche.
Dal punto di vista economico, ritengo sia stato sufficentemente provato come, civilisticamente parlando, la BCE (ma lo stesso discorso vale per la BdI) realizzi degli enormi profitti con la licenza accordatale dai governi europei di battere moneta, (signoraggio primario), profitti non contabilizzati come tali.
Va aggiunto che secondo alcuni studiosi, esisterebbe un ancora più consistente signoraggio, cioè quello che le banche commerciali realizzano creando denaro virtuale (signoraggio secondario), ma su questo argomento non c'è uniformità di vedute.

Il tutto contrasta con quanto deve contabilizzare un casinò, come abbiamo visto nell'esempio iniziale. Quale sia il motivo di questa differenza di pratica (?) contabile, non mi è noto.
E si può affermare che l’Italia, accettando l’Euro, ha rinunciato ad una sua prerogativa sovrana, per mettersi nelle mani di banchieri comunque stranieri e accentuando così la sua dipendenza dal sistema dei banchieri internazionali. Seguendo il "consiglio" della Rothschild Brothers, riportato nel Post precedente, (che vale la pena di leggere nella sua traduzione integrale) credo sarebbe stato conforme all'interesse nazionale mantenere la propria indipendenza monetaria, come del resto fa il Regno Unito, che pure è socio della BCE, ma che non delega a nessuna Banca Centrale l'emissione di carta moneta.
La quale continua ad essere prerogativa dalla statale Bank of England (nazionalizzata nel 1946): è forse questo uno dei motivi per cui il debito pubblico inglese è solamente pari al 40% del PIL, mentre in Italia (il cui "orientamento" è sempre stato quello di "prediligere" Banche Centrali private, dalla Banca d'Italia alla Banca Centrale Europea) supera il 100% del PIL stesso ?


Termino con questo commento, elaborato dalla lettura del libro del Prof. Giacinto Auriti IL PAESE DELL'UTOPIA Ed. Tabula Fati:


Con la riappropriazione da parte dello Stato del diritto di signoraggio, si otterrebbe il risultato di spezzare l'egemonia dell'usura, fondata sul diritto, concesso a soggetti privati, di emettere moneta, i quali la prestano a interesse alla collettività nazionale. Collettività che, al contrario, dato che il valore della moneta è basato non più sull'oro ma sull'accettazione, ne deve essere proprietaria sin dall'emissione.


(Giancarlo Soravia)


NOTA ESPLICATIVA

Alcuni lettori, tra cui Sandro Pascucci, che ha segnalato questo mio Post nel suo sito, http://www.signoraggio.com/ (sezione "Ultime Notizie"), mi hanno fatto notare che certi termini da me esposti, quali Stato Patrimoniale, Conto Economico, ecc. non sono facilmente comprensibili dalla maggioranza della gente. Cercherò per loro di chiarire e di riassumere i concetti.
Lo Stato Patrimoniale, composto da Attivo e Passivo, è il documento di bilancio che definisce la situazione patrimoniale di una società in un determinato momento.
Il Conto Economico, composto da Ricavi e Costi, è il documento di bilancio che, contrapponendo i costi ed i ricavi stessi di competenza di un periodo amministrativo, illustra il risultato economico della gestione del periodo considerato.
Possono esistere, nei bilanci delle società, artifici contabili di vario genere, che le società stesse, per altrettanto vari motivi, desiderano, o si ritengono autorizzate, o costrette, a creare. Tali artifici possono avvenire spesso "dirotttando" scritture destinate al Conto Economico a quello Patrimoniale, e viceversa. Uno di questi, ed è clamoroso, si cela, a mio parere, nei bilanci della BCE/BdI (ambedue enti privati), in quanto riescono (con l'artificio di mettere al passivo dello Stato Patrimoniale il valore facciale delle banconote emesse, ignorando il Conto Economico) a farsi creditrici, nei confronti dei Governi aderenti, delle banconote stesse. I Governi, per poter usare tali banconote, sono costretti ad acquistarle, o affittarle, creando un debito nel proprio bilancio e pagando gli interessi alle stesse Banche Centrali. Le quali però, non mi risulta dispongano di capitale proprio (nel senso che l'euro è una moneta cosiddetta "a corso forzoso", non convertibile in oro), o si siano indebitatate con terzi per creare i suddetti crediti, se non, praticamente, nei confronti delle Officine Tipografiche, per il solo costo tipografico delle banconote.
Si sa che per secoli i governi europei si indebitarono (con i relativi interessi) verso i famosi banchieri privati (de Medici, Fugger, Rothschild, ecc.). Ma una domanda sorge spontanea: per detti governi quando mai sarebbe stato necessario indebitarsi, se a questi banchieri fosse bastato stampare banconote ?
(g.s.)





18.2.07

QUOD LICET IOVI



Questo Post contiene alcuni brani di un'intervista radiofonica al dott. Marco Saba sul Sistema Monetario e Signoraggio. Alcune inesattezze dell'intervistato hanno attirato l'attenzione dello scrivente e dato inizio al tema dominante di questo Blog, attraverso l'individuazione di registrazioni contabili improprie da parte delle Banche Centrali.


LEGGI TUTTO:
http://archivioblog-cadorin.blogspot.com/2007/06/quod-licet-iovi.html


8.2.07

OMAGGIO A TOMMASO CAMPANELLA (1568-1639) Teologo, filosofo e poeta italiano

Quello che segue è un brano tratto da "La Città del Sole" di Tommaso Campanella, brano che, a mio parere, rappresenta la più felice comparazione tra la società attuale del mondo, schiava dell'amor proprio, ed una possibile, anche se utopistica, società libera da esso.

"....Dicono essi che tutta la proprietà nasce da far casa appartata, e figli e moglie propria, onde nasce l'amor proprio; ché per sublimar a ricchezze o a dignità il figlio o lasciarlo erede, ognuno diventa o rapace publico, se non ha timore, sendo potente; o avaro ed insidioso ed ippocrita, si è impotente. Ma quando perdono l'amor proprio, resta lo [amore] commune solo".



7.2.07

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