ROMA - Celebrando il Giorno della Memoria, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha fatto riferimento alle «settimane drammatiche vissute con angoscia» degli scontri a Gaza ed ha invitato a distinguere sempre con una «chiara e netta distinzione» le critiche che sono legittime a chi governa Israele e «la negazione, esplicita o subdola, delle ragioni storiche dello Stato di Israele, del suo diritto all'esistenza e alla sicurezza, del suo carattere democratico», cose che non devono essere messe in discussione. [Ansa]
ECÔNE (Svizzera) - «Noi domandiamo perdono al Sommo Pontefice e a tutti gli uomini di buona volontà, per le conseguenze drammatiche di tale atto», si legge nella lettera, firmata da Monsignor Bernard Fellay, superiore della ''Fraternità di San Pio X''. «Le affermazioni di Monsignor Williamson non riflettono in nessun caso la posizione della nostra Fraternità. Perciò io gli ho proibito, fino a nuovo ordine, ogni presa di posizione pubblica su questioni politiche o storiche». [papanews]
"Non altramente opera l'anima umana, per la luna significata, e in due parti si divide: la superiore i chiari lumi dell' intelletto rimira, e la inferiore le cose materiali del corpo riguarda; perlaqualcosa addiviene (quando l' anima tutta la luce, dall' intelletto derivante, nell' amministrazione delle cose corporali rivolge, lasciando la parte verso l'intelletto rimirante tenebrosa) che si faccia allora l' opposizione, come fa la luna col sole: il quale aspetto, vogliono gli astrologi, al gran lume celeste, per la lontananza e inimicizia della figliuola vedere odioso; ma quando l' anima, ricevendo il lume dell' intelletto, seco si congiugne perciocché le cose corporali e terrene disprezza, lasciando la parte inferiore oscura, si viene a fare la felice congiunzione: dalla quale partendosi l' anima, e discendendo all'azioni corporali, alcuna volta signoreggia la ragione, e senza contratto il senso obbedisce; risplendendo nell'operazioni del corpo alcuna parte della luce intellettuale: è questo aspetto, simile al quadrato, è chiamato da' Platonici Temperanza. Seguendo più oltre l'anima per le cose inferiori (comechè la ragione comandi) non lascia perciò di contravvenire il senso: e questo aspetto, conforme al Trino, è detto Continenza ; ma poiché si è abbassata l'anima, abbandonando l' altezza dell' intelletto, e comincia a soprastare il senso alla ragione (comeché ella si opponga ognora) si fa l' aspetto, assomigliato al sestile, nominato Incontinenza: e finalmente tutto il lume, dall'intelletto derivante, nella parte corporale essendo rivolto, e la parte superiore tenebrosa rimanendo, si fa l'aspetto all' opposizione assomigliato, che si prende il nome d'Intemperanza". [da un libro del 1730]
Ho riportato tre testi in italiano: i primi due sono contemporanei, il terzo è del '700. La domanda è: quale è il testo più chiaro ? E' certamente il terzo, perché, anche se involuto e oscuro nella forma, rappresenta una verità (o almeno è sincero nello sforzo di ricerca).
Il primo testo, quello del Presidente Giorgio Napolitano, non è completamente veritiero perché egli avrebbe dovuto anche condannare «la negazione, esplicita o subdola, delle ragioni storiche "dello Stato di Palestina", del suo diritto all'esistenza e alla sicurezza, del suo carattere democratico [quando ci sarà], cose che non devono essere messe in discussione». Ma chi mette in discussione Israele ? Ha (non ufficialmente) 400 bombe atomiche puntate su tutte le capitali vicine, a chi verrebbe l'idea di contraddirlo ? Invece, sullo Stato di Palestina, altro che mettere in discussione, sono decenni che discutono, e non hanno cavato un ragno dal buco. (Lasciando, senza muovere un dito, che Israele continuasse a opprimere e a massacrare la popolazione palestinese.)
Il secondo testo, quello di Mons. Bernard Fellay, invece, si basa su un distorto ragionamento quando recita: «Le affermazioni di monsignor Williamson non riflettono in nessun caso la posizione della nostra Fraternità. Perciò io gli ho proibito, fino a nuovo ordine, ogni presa di posizione pubblica su questioni politiche o storiche». Cosa significa ? Che se uno ha una posizione, in una materia non religiosa quale l'Olocausto, che non riflette quella della Fraternità, non deve prendere posizione ? Oppure l' "Olocausto" è una verità dogmatica che viene considerata rilevante, nella fissazione statuale del numero totale delle vittime e nelle modalità indisputabili della sua esecuzione, anche in materia religiosa (cattolica), per cui coloro che non lo accettano si pongono al di fuori della Chiesa stessa e possono essere accusati di eresia ? Oppure la negazione dello stesso Olocausto non ha carattere dogmatico, ma solamente disciplinare ? Oppure la negazione non ha carattere religioso, ma solamente civile, e quindi eventualmente regolata (e punita) da leggi dello Stato ? In ogni caso, per quanto concerne la sfera religiosa, per orientare vescovi, sacerdoti, fedeli, mi sembrerebbe necessaria o una bolla papale (nell'ipotesi di un Olocausto elevato a dogma), o un breve, enciclica, lettera (cioè chiarimento dottrinale), ma niente di tutto ciò risulta finora emesso in materia. O forse siamo tornati all'epoca di fra' Tommaso Campanella
1) , rinchiuso per 27 anni in carcere ? Solo fingendosi pazzo Campanella poté riacquistare la libertà. Dovrà fingersi pazzo anche Mons. Richard Williamson ?
Giancarlo SoraviaNOTE1) Campanella, Tommaso (Stilo in Calabria, 1568 - Parigi, 1639) Teologo, filosofo, e poeta italiano. Frate domenicano. Per eresia e cospirazione subì vari processi e fu rinchiuso in carcere a Napoli per 27 anni. Secondo Campanella, ogni conoscenza del mondo ha le sue radici nella conoscenza che l'uomo ha di se medesimo. Vagheggiò una società universale, retta da un papato profondamente rinnovato e da un senato formato da tutti i principi del mondo.
Scrisse numerosissime opere, tra cui la più famosa è "La Città del Sole".
VOCI CORRELATEEcco, in base alla mia personale elaborazione di notizie attinte soprattutto da Internet, e ad una mia personale ipotesi
(scritta in rosso e in corsivo), quale potrebbe essere la futura, concisa ma completa definizione di "olocausto"; aggiungo l'analisi terminologica di "shoà", la definizione di "nakba", e una nota sul giudaismo talmudico :
I)
olocausto [o-lo-càu-sto] s.m.
1) Antico sacrificio religioso, nel quale veniva bruciata sull'altare una vittima animale con rituali diversi da popolo a popolo.
2) (estens.) Sacrificio totale, completo; per antonomasia, lo sterminio degli ebrei compiuto dal nazismo
(Shoà). Raramente usato in altri contesti storici, es.:
l'olocausto armeno 3) Per il giudaismo talmudico, atto sacrificale del popolo d'Israele
(il vero Messia) con valore salvifico.
4) Causa di riforma della dottrina cattolica sul deicidio
(«Nostra aetate»), fatta dal concilio Vaticano II; della riforma di Paolo VI della preghiera del Venerdì Santo; della teoria de «l’Antica Alleanza mai revocata» di Giovanni Paolo II a Magonza (1981).
[Forse, in futuro: 5) Dogma cattolico, proclamato da papa ................... il .......... con la bolla ".....................", che sancisce che con l'Olocausto è stata ripristinata l'Antica Alleanza, superando il sacrificio di Gesù Cristo. Fissa esattamente in 6.000.000 il numero delle vittime sacrificali giudee, e condanna qualsiasi tentativo ridimensionale in merito, sia numerico che concettuale.] 6) Leggi penali
(«Leggi sull'Olocausto») di vari stati europei che vietano la pubblicazione di ipotesi di ridimensionamento dello sterminio degli ebrei ad opera dei nazisti. Coloro che lo fanno sono definiti "negazionisti" e possono essere condannati anche a pene detentive.
7) Nome della ricorrenza, che cade il 27 gennaio. In Israele lo "Yom Ha Shoah" cade il 27 Nissan (data che nel calendario gregoriano varia anno per anno, da aprile a maggio).
8) Da parte di alcuni religiosi e storici, considerato fenomeno negativo
(«Industria dell' Olocausto»), cioè un sistema di cinico sfruttamento della tragedia a danno soprattutto della Chiesa e degli europei (e dei palestinesi).
Nota mitologica: Il rito del sacrificio fu "istituito" a partire dalla prima offerta sacrificale fatta a Zeus dal titano Prometeo: quest’ultimo ingannò il dio, inducendolo a scegliere per sé la parte meno ricca della bestia sacrificata, le ossa ricoperte di grasso. Da allora, nel sacrificio, gli uomini tennero per sé le carni e le interiora, riservando agli Dèi le ossa: solo in casi gravissimi immolavano olocausti, cioè bestie intere, [in greco: holos=totale + kaustos=bruciato]
ed è quanto fa Achille, in preda a un dolore selvaggio, sul rogo di Patroclo (Iliade, XXIII, 175-176). [Questa nota mitologica è tratta da: Istituto Istruzione Superiore Faravelli-Golgi]
II)
olocausto - shoà: deviazione terminologica ?
Per indicare il rito sacrificale dell’Olocausto, l’Antico Testamento usa il termine «'ola». Ma questo significato sacralizzante è in realtà del tutto assente nel termine ebraico di cui dovrebbe essere la traduzione: «shoah», distruzione.
III)
nakba (o
naqba) Nome che i palestinesi danno alla loro rovina, che è cominciata con l'espulsione dalle terre su cui venne istituito lo Stato di Israele nel 1948, e continua ancora oggi con l'annessione della restante Palestina ad Israele, la chiusura dei palestinesi rimasti in
enclaves circondate dal Muro, e il massacro della popolazione civile. La data di commemorazione della Nakba è variabile: in Libano e presso gli arabi israeliani è il 15 maggio, a Gaza e in Cisgiordania il 14 maggio; i beduini israeliani la commemorano il 16 maggio. Una cosa però è comune a queste date: in occidente sono totalmente ignorate. [Il 14 maggio è il giorno della Dichiarazione d'Indipendenza d'Israele].
Nakba è letteralmente «catastrofe», in questo senso quasi il corrispondente arabo di shoà, cui però non viene dato alcun significato sacralizzante.
IV)
giudaismo talmudico (detto anche
rabbinico-farisaico) Il giudaismo non inizia con Abramo, come molti credono. La religione del giudaismo sorge a Babilonia, oltre duemila anni dopo, durante la «cattività babilonese». E’ là che, in assenza del «tempio» distrutto nel 586 a.C., si sviluppa. Il «libro» per cui il giudaismo si fa chiamare religione del libro è «l’arcipelago» orale del Talmud che sarà messo per iscritto solo intorno al VI secolo dopo Cristo. Il Sifre Deuteronomio (commentario rabbinico al libro del Deuteronomio, redatto prima del 250 a.C.) dice:
Essi insegnano i tuoi giudizi a Giacobbe e le tue Torot (plurale di Torah)
a Israele. Ciò insegna che due Torah sono state date a Israele, una scritta e una orale. Agnitos il governatore domandò a Rabban Gamaliel (È il 70 d.C., Gamaliel è il nipote del maestro di S. Paolo):
Quante Torah sono state date ad Israele? Egli rispose: due, una scritta e una orale [da: santamelania.it e altri]. Ma sul carattere anticristiano della Torah orale ci sono pochi dubbi, fu sostenuto tra gli altri anche da Padre San Massimiliano Maria Kolbe (1894-1941), ucciso nel Lager nazista di Auschwitz: si era offerto volontario per morire al posto di un altro condannato. (Questo sì vero esempio di Olocausto, come quello di Salvo D'Acquisto). Come giudicherebbe egli l'attuale rapporto della Chiesa con il giudaismo ?
P.S. (14/2/2008)
A meno che tutta la storia sia in realtà falsata da un "incidente diplomatico", come adombrato da un intervento di un lettore (P.S. 93) in risposta a un articolo dal titolo "La Shoah, Verità di Fede ?" pubblicato su:
http://www.effedieffe.com/content/view/6369/183/P.S. 93
... , febbraio 14, 2009 15:39
Forse il comportamento del papa trova spiegazione nelle condizioni di ricatto in cui egli si trova per il seguente motivo:
Esiste un fascicolo di accusa presso la Corte distrettuale della Contea di Harris-Texas (USA) che recita: “Il cardinal Joseph Ratzinger, quando era ancora Prefetto per la congregazione della fede, assieme alla Diocesi di Galveston-Houston, all’arcivescovo Joseph Fiorenza e al reverendo William Pickhard, hanno coperto e favorito la fuga del seminarista Juan Carlos Patino-Arango, accusato da detto tribunale di avere abusato sessualmente di tre chierichetti della parrocchia di San Francesco di Sales di Houston (Texas)”.
In tali condizioni il papa non è in condizione di esercitare liberamente il proprio magistero, essendo sottoposto a continui ricatti, da parte di gruppi che lascio ai lettori immaginare.
Le soluzioni per lui potrebbero essere le seguenti:
1) Egli si sottopone al giudizio del tribunale;
2) Egli si dimette;
3) "Tertia via non datur", a meno che si voglia chiamare via il continuare a sottoporsi ai ricatti fino alla fine dei propri giorni.